Montepaone, nel 2026 torna la sfida politica al decennio Migliarese. I nomi dei primi candidati

Dopo anni di quiete apparente, a Montepaone la politica torna a muoversi. Lo fa con quei segnali sottili ma inequivocabili che, nelle comunità locali, precedono sempre i cambiamenti veri. Le amministrative del 2026 non sono più un orizzonte lontano e, per la prima volta dopo un decennio, il voto non appare come una formalità già scritta.

Si arriverà alle urne dopo dieci anni di governo del sindaco Mario Migliarese, un ciclo lungo e sostanzialmente privo di un reale contraddittorio politico. Nelle ultime tornate elettorali la competizione, di fatto, non c’è mai stata: la lista riconducibile all’attuale maggioranza partiva favorita sin dal principio, anche e soprattutto per l’assenza di uno schieramento alternativo capace di strutturarsi e reggere l’urto. Un equilibrio statico che ha prodotto stabilità, ma anche una progressiva rarefazione del confronto.

Ora però qualcosa si muove. E non è solo rumore di fondo. Secondo i bene informati lo scenario sarebbe destinato a cambiare in modo significativo. Gli oppositori di Migliarese stanno mettendo da parte storie e appartenenze diverse, per inseguire un obiettivo tanto semplice quanto ambizioso: tornare a rendere contendibile il governo del paese.

A rendere il quadro improvvisamente più vivace è la costruzione di una coalizione che ha il sapore della storia e l’ambizione della discontinuità. Un’alleanza che si rafforza con nuovi innesti e che punta apertamente a rompere l’egemonia dell’attuale maggioranza, intercettando anche quel segmento di elettorato rimasto finora silenzioso, disilluso o semplicemente spettatore.

Dietro le quinte, ma non troppo, si intravede la regia dell’ex sindaco Massimo Rattà. Figura ben conosciuta a Montepaone, Rattà è l’ex sindaco della coalizione del Sole che Sorge ed è indicato come uno dei principali motori di un progetto che non nasce oggi, ma prende forma da tempo, lontano dai riflettori, attraverso incontri riservati e un lavoro paziente di tessitura politica portato avanti da oltre due anni. Un percorso silenzioso, ma costante, che ora inizia a emergere.

L’obiettivo dichiarato è la costruzione di una lista civica ampia, inclusiva e profondamente radicata nel territorio, capace di tenere insieme esperienza amministrativa e nuove energie. Non a caso, il gruppo in formazione sarebbe composto da volti già noti alla politica locale e da esponenti alla prima esperienza, con una presenza femminile numerosa e determinata, pronta a incidere non solo sui contenuti ma anche sul metodo e sul linguaggio dell’azione politica.

Sul tavolo non mancano i temi classici: il rilancio del litorale, la riorganizzazione dei servizi, una maggiore partecipazione democratica nelle scelte che riguardano la comunità. Ma tra le proposte che iniziano a circolare ce n’è una che segna un cambio di passo netto: l’ipotesi di una fusione con i comuni contermini, per dare vita a una nuova città capace di attrarre risorse, investimenti e opportunità di sviluppo per l’intera area. Un’idea ambiziosa, che divide ma che obbliga il dibattito a salire di livello.

In attesa dell’ufficializzazione, iniziano intanto a circolare i primi nomi considerati ormai certi nello schieramento: l’ex assessore e oggi medico di famiglia Michele Malta, il geometra Giuseppe Lombardo, il direttore delle Poste Morgan Iannelli, la funzionaria postale Maria Valeria Galati, il dottor Antonio Pietro Tino e l’avvocato Roberto Totino, attuale consigliere di opposizione. Profili diversi, accomunati dall’intenzione di costruire un’alternativa credibile.

Il conto alla rovescia, insomma, è già iniziato. Dopo dieci anni di governo senza veri avversari, Montepaone potrebbe tornare a vivere una campagna elettorale autentica, giocata sul confronto, sulle idee e sulle visioni di futuro. E comunque vada, questa è già una notizia. © RIPRODUZIONE RISERVATA 

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