La nota del Cons. Regionale Alecci sul dietrofront di Occhiuto e Giunta regionale riguardo il ricorso alla Consulta sulla questione delle concessioni balneari:
“Spesso l’arroganza offusca la mente, e in alcuni casi tutto questo si può trasformare in una gran brutta figura. Mi riferisco alla questione delle concessioni balneari riguardo cui, in questa estate rovente (non solo dal punto di vista climatico), il Presidente Occhiuto e la Giunta regionale stanno dimostrando di averci capito poco o nulla. In meno di 4 mesi si è consumata, infatti, una tragicomica ritirata della Governance regionale che dimostra, ancora una volta, come la propaganda e il pressapochismo, alla fine, debbano sempre fare i conti con la realtà. La cronaca è impietosa: a maggio il Consiglio regionale approvava le norme sui lidi tra gli applausi delle associazioni di categoria; a giugno la Giunta annunciava il ricorso contro lo Stato; ad agosto, dopo aver verificato che il bando-tipo del MIT non invade le competenze regionali, la stessa Giunta decide di ritirarsi. In pochi mesi si è passati da “padroni a casa nostra” a “meglio non rischiare una sconfitta davanti alla Consulta”.
Se il ricorso enunciava, infatti, censure impegnative nei confronti dello Stato per l’adozione del bando-tipo che, secondo la lettura di Occhiuto avrebbe indebitamente sottratto competenze alla Regione Calabria, la delibera della Giunta Regionale (n. 473 del 29/07/2026), solo qualche mese dopo, ammetteva che “il predetto schema di bando-tipo, predisposto dal ministero competente, reca disposizioni che mirano fondamentalmente alla tutela della concorrenza, senza incidere nelle materie di competenza residuale o concorrente della Regione, per come dettagliate ed individuate nel ricorso proposto, per cui non si appalesano lesive delle prerogative regionali”. Ma c’è di più perché nella delibera si aggiungeva anche che ”siffatta circostanza potrebbe determinare una soccombenza della Regione nel contenzioso costituzionale avviato…”. La tempesta annunciata a inizio estate dal Presidente già a fine luglio si era, dunque, spenta in un bicchier d’acqua, amaro da bere per chi ha peccato di faciloneria, spinto dall’ossessione di trasformare tutto in clamore e propaganda mediatica e dalla volontà di giocare un ruolo di primo piano nella delicata partita delle concessioni.
Insomma, una figura barbina che dovrebbe preoccuparci, dal momento che la Regione non può essere guidata con tale improvvisazione. La cronologia è sempre la stessa: annunci, aspettative e l’ennesimo dietrofront. Il dato politico è chiaro: il presidente Occhiuto prima ha usato i balneari per fare propaganda, promettendo una battaglia epocale in difesa delle concessioni, ma poi, alla prova dei fatti, ha scelto una ritirata ordinata e l’ha presentata come senso di responsabilità. Ma i concessionari sanno distinguere una strategia da una resa. Una questione così importante per l’intera regione, non può essere trasformata in uno spettacolo politico. I concessionari non hanno bisogno di slogan o pose muscolari, ma di certezze”.




