Assistenti sociali, Soverato non si arrende al TAR: ricorso al Consiglio di Stato e assunti ancora in servizio

La partita sul concorso per dieci assistenti sociali non è chiusa. Anzi, dopo la sentenza che ha dato ragione al ricorrente e messo in discussione l’esito della selezione, il Comune di Soverato rilancia e porta il caso davanti al Consiglio di Stato. Nel frattempo, però, gli assistenti sociali interessati dalla pronuncia resteranno al loro posto, almeno fino alla decisione dei giudici sulla richiesta cautelare. È questa la scelta assunta dalla Giunta comunale a pochi giorni dalla pubblicazione della sentenza con la quale il TAR Calabria ha accolto il ricorso, integrato da motivi aggiunti, presentato da un candidato assistito dall’avvocato Carlo Catarisano. Una pronuncia pesante, destinata a incidere sulla procedura con cui erano stati individuati i vincitori della selezione pubblica per dieci funzionari assistenti sociali a tempo pieno e determinato dell’Ambito territoriale sociale di Soverato. Il TAR ha infatti annullato gli atti impugnati «nei limiti di cui in motivazione», aprendo uno scenario che potrebbe portare alla rideterminazione degli esiti della selezione, ma Palazzo di Città sceglie di non fermarsi al primo grado di giudizio. Nella delibera la Giunta mette nero su bianco una valutazione netta: la sentenza presenterebbe «profili contestabili e poco chiari». Da qui la decisione di proporre con urgenza appello al Consiglio di Stato, accompagnandolo con la richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva della pronuncia. Il punto, però, non è soltanto giudiziario: “sul tavolo c’è anche la tenuta dei servizi sociali, spiega il sindaco Daniele Vacca, di un territorio molto più vasto della sola Soverato”. L’Ambito comprende infatti 28 Comuni e l’amministrazione sottolinea il carattere «imprescindibile» del lavoro svolto dalle unità coinvolte. Dare immediata esecuzione alla sentenza, secondo il Comune, potrebbe determinare rilevanti conseguenze sulla continuità e sull’efficienza dei servizi assicurati alla collettività dell’intero distretto. Proprio su questo terreno arriva la scelta politicamente e amministrativamente più significativa: il Comune continuerà ad avvalersi dello stesso personale oggetto della sentenza fino alla pronuncia del Consiglio di Stato sulla domanda cautelare. Una sorta di congelamento della situazione attuale in attesa che il giudice d’appello stabilisca se sospendere o meno gli effetti della decisione del TAR. A rappresentare nuovamente l’Ente sarà l’avvocato Alfredo Gualtieri, già incaricato della difesa nel giudizio di primo grado. Per l’appello è stato presentato un preventivo di 10.459 euro somma che la giunta ha prenotato sul capitolo 490 del bilancio 2026. Si apre così un nuovo fronte in una vicenda che, da semplice procedura concorsuale, si è trasformata in un caso amministrativo con effetti concreti sull’organizzazione dei servizi sociali. Da una parte c’è una sentenza del TAR che ha accolto le ragioni del ricorrente; dall’altra un Comune che contesta quella decisione e chiede al Consiglio di Stato di sospenderne gli effetti.

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