Oltre 30mila persone assistite da una macchina sanitaria composta da 120 volontari, dieci medici, quindici infermieri e dieci ambulanze. Tavella: «Un risultato frutto di anni di formazione e di un sacrificio enorme»
Una città nella città da assistere, oltre trentamila persone concentrate nello stesso luogo e una macchina dei soccorsi chiamata a funzionare senza margini di errore. Il bilancio del Jova Summer Party diventa così, per la Federazione regionale delle Misericordie della Calabria, soprattutto la fotografia di una prova organizzativa superata sul campo: oltre 150 interventi sanitari gestiti e nessun trasferimento in ospedale.
Un dato che il presidente della Federazione, Antonio Tavella, rivendica come risultato di un lavoro iniziato molto prima dell’arrivo del pubblico e costruito attraverso formazione, esercitazioni e coordinamento.
«È una soddisfazione enorme che riempie d’orgoglio tutta la nostra Federazione – afferma Tavella –. Siamo riusciti a gestire autonomamente ogni singola emergenza sul posto senza gravare sui Pronto soccorso. Questo dimostra il valore del nostro sistema».
La macchina sanitaria era entrata in funzione già il 16 agosto, durante le operazioni di allestimento dell’area, con due ambulanze fisse e un medico di guardia dalle 8 alle 22 a tutela delle maestranze impegnate nel cantiere. Ma è nel giorno del concerto che il dispositivo ha raggiunto la sua massima estensione.
In campo sono scesi oltre 120 volontari provenienti dalle Misericordie di tutta la Calabria, affiancati da dieci medici e quindici infermieri. A disposizione due Posti medici avanzati, un Posto di comando avanzato inviato dalla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, dieci ambulanze, un’automedica e squadre appiedate incaricate di muoversi tra la folla. A coordinare il sistema anche la Sala operativa regionale.
Un’organizzazione imponente, resa ancora più complessa dalle alte temperature e dall’enorme afflusso di pubblico. Gli interventi effettuati sono stati oltre 150, tra quelli gestiti nei PMA, sulle ambulanze e direttamente dalle squadre in movimento. Tutti, secondo il bilancio della Federazione, sono stati risolti sul posto, senza rendere necessario alcun ricovero.
«Sapere che in altre tappe del tour si sono registrati numerosi interventi del sistema di emergenza esterno e diverse ospedalizzazioni, mentre qui siamo riusciti a gestire tutto autonomamente, è motivo di grande soddisfazione», sottolinea Tavella.
Ma dietro i numeri, il presidente richiama soprattutto l’attenzione sul lavoro dei volontari. L’adunata operativa era stata fissata alle 14, sotto il caldo di agosto. Il servizio è proseguito per tutta la durata del concerto e, una volta spente le luci sul palco, fino alle 2 del mattino per lo smontaggio e il ripristino dei presidi sanitari.
Dodici ore consecutive di attività svolte gratuitamente.
«Il ringraziamento più grande va ai nostri volontari – prosegue Tavella –. Sono cittadini che non percepiscono un centesimo, spinti unicamente dal dono di sé. Se oggi un’operazione così imponente può sembrare facile è soltanto perché alle spalle ci sono anni di formazione, esercitazioni e sacrificio continuo».
Fondamentale anche la collaborazione con la Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, che ha messo a disposizione il Posto di comando avanzato e personale specializzato per il coordinamento delle squadre.
La regia dell’operazione ha visto Antonio Tavella alla gestione istituzionale, Valentino Pace al coordinamento dell’Area emergenze, Francesco Paletta come referente della stessa area, il dottor Giuseppe Gallelli alla direzione sanitaria e Marco Italiano alla gestione organizzativa e della Sala operativa regionale.
Alla fine, mentre il pubblico lasciava l’area del concerto, per i volontari il lavoro non era ancora terminato. Ed è forse proprio in quelle ore successive alla musica, lontano dal palco e dai riflettori, che si misura il risultato rivendicato dalle Misericordie calabresi: aver garantito la sicurezza sanitaria di oltre trentamila persone senza pesare sulla rete ospedaliera regionale.




