Housing First, dalle delibere alle chiavi di casa: Soverato accende le luci sull’inclusione

Le case sono pronte. Le luci accese, i letti rifatti, gli armadi in ordine. Nei bagni asciugamani puliti e dentifrici nuovi, in cucina pentole, stoviglie e persino il detersivo per i piatti. Non è il racconto di una semplice fornitura, ma il segno tangibile che a Soverato e nei Comuni dell’Ambito territoriale sociale il progetto Housing First sta per entrare nella fase decisiva: quella che porta la politica fuori dagli uffici e dentro la vita delle persone. Con una determina che segna un passaggio chiave, il Comune di Soverato, in qualità di capofila, autorizza l’acquisto dei beni di prima necessità per gli alloggi e dei kit di accoglienza destinati ai beneficiari. Un atto amministrativo che vale come spartiacque: dalle procedure si passa ai volti, dalle tabelle ai bisogni concreti. È qui che l’inclusione smette di essere parola d’ordine e diventa pratica quotidiana. Il progetto si inserisce nella Missione 5, Componente 2 del PNRR, dedicata all’inclusione sociale e al contrasto alla marginalità. Il principio di Housing First rovescia l’impostazione tradizionale: prima la casa, poi il resto. Un’abitazione stabile non come premio finale, ma come base su cui ricostruire autonomia, relazioni, futuro. A tracciare il perimetro dell’intervento è il sindaco Daniele Vacca:«L’Ambito Territoriale Sociale di Soverato, che comprende diversi Comuni del comprensorio ionico e delle Preserre, può contare su un finanziamento complessivo di 710 mila euro. Risorse destinate alla realizzazione e alla gestione di alloggi per persone e famiglie fragili: immigrati, anziani, giovani coppie in difficoltà, donne vittime di violenza, cittadini esposti al rischio di esclusione sociale». Non strutture temporanee, ma abitazioni vere. Case pensate per essere vissute, condivise, abitate con dignità, grazie anche al lavoro degli enti del Terzo settore coinvolti nella presa in carico sociale. In questo contesto, anche l’acquisto dei beni essenziali assume un valore che va oltre la cifra. L’affidamento diretto alla Paoletti S.p.A. di Montepaone Lido, per un importo di 784,55 euro, copre una fornitura che racconta più di mille slogan: pentole, piatti, prodotti per la pulizia, stufe, piumini, lenzuola, asciugamani, saponi, shampoo, spazzolini e dentifrici. Oggetti comuni, ma decisivi. Perché dietro quella lista c’è l’idea che la dignità passi anche dalla normalità: cucinare un pasto, farsi una doccia, dormire in un letto caldo. Sentirsi insomma a casa e non semplici beneficiari di un progetto. Dietro le porte che stanno per aprirsi ci sono storie di fragilità, ma anche la possibilità di un nuovo inizio. E a volte, per ripartire, bastano una chiave in mano, un letto pronto e la certezza, finalmente, di avere un posto da chiamare casa. © RIPRODUZIONE RISERVATA 

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