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XX Festival d’autunno, i mitici Elio e le Storie tese chiudono in grande stile

Irriverenti e politicamente scorrettissimi. Elio e le storie tese hanno chiuso ieri sera il XX festival d’autunno al Teatro Politeama. E non poteva esserci conclusione migliore, per un’edizione che ha regalato momenti unici nel corso degli ultimi tre mesi, dalla metà di agosto fino a ieri sera, quando il Politeama si è vestito del suo abito migliore, accogliendo la band milanese con un tutto esaurito invidiabile. Un pubblico entusiasta è arrivato da tutte le province per vedere “Mi resta solo un dente e cerco di riavvitarlo”, l’ultimo spettacolo in tour nei migliori teatri d’Italia: una straordinaria serata durante la quale le emozioni tra palco e platea sono state in continuo dialogo.

Già perché con Elio e le Storie tese – musicisti di prim’ordine, lo hanno confermato anche ieri sera -, non sono dei semplici concerti ma veri e propri eventi nei quali il pubblico ne è parte integrante, spettacolo nello spettacolo. Con alle spalle gli originali fondali di Francesco Frongia miscelati a un sapiente gioco di luci, i sei Elii, accompagnati dalla voce di Paola Folli, hanno fatto un’entrata in scena epica: un’atmosfera da liturgia sacra che ha preparato il pubblico, invitandolo a confidare sempre, neanche a dirlo, nel Signore. Irriverenti e scorretti, appunto. Ed era solo l’inizio. Con la regia di Giorgio Galione, nulla è stato lasciato al caso: musicisti e cantanti sono entrati in scena tutti vestiti di bianco, ognuno col suo stile. C’era chi aveva i pantaloni a zampa, chi più elegante degli altri, e poi c’era Elio, al secolo Stefano Belisari, che sfoggiava calzoncini corti con tanto di reggicalze, o giarrettiere che dir si voglia, nere, bene in vista. Non sono mancate le incursioni di  Luca Mangoni, da tempo elemento intoccabile del gruppo, che con improbabili parrucche e costumi ha interpretato gli strambi protagonisti dei brani proposti: è stato il Super Giovane, il Vitello dei piedi di balsa, Cindy di “Pork e Cindy”, per dirne qualcuno, divertendo tutti, soprattutto i più giovani che hanno gremito il teatro dimostrando di conoscere i testi a menadito. Per il resto la serata è stata unica: in scaletta gli Elii –Stefano Belisario, Luca Mangoni, Davide Luca Civaschi alias Cesareo, Nicola Fasani alias Faso, Christian Meyer, Antonello Aguzzi alias Jantoman, Vittorio Cosma – hanno presentato le loro canzoni più famose e divertenti. Da “La terra dei cachi”, immancabile, ad “Arriva Elio”, “Uomini col borsello”, “Valzer transgenico”, “Servi della gleba”, “Parco Sempione”, “Urna”, “Born to be Abramo” e l’ultimo bis, affettuoso saluto al pubblico catanzarese con “Tapparella”.

Prima di lasciare il palco, gli Elii hanno ricevuto dal direttore artistico del Festival d’autunno Antonietta Santacroce il premio realizzato dal maestro orafo Michele Affidato dedicato alla statua del Cavatore, simbolo della città di Catanzaro.

«È proprio il caso di dirlo, abbiamo chiuso con una grande festa in musica – ha detto Santacroce -. Non c’era modo migliore per concludere l’edizione 2023 che volevo fosse davvero speciale, non solo per la celebrazione del ventennale, ma anche per la ripresa degli spettacoli dal vivo, finalmente lontani dall’epoca Covid, che ci ha consentito di tornare a godere appieno dei grandi eventi. Proprio per questo ho voluto che fosse l’edizione più lunga di sempre con ben 24 eventi dalla musica alla danza, dal teatro classico al comico al physical theater: non c’è forma spettacolistica che non sia passata in questi mesi dal Festival sempre riscuotendo grandissimo successo di pubblico e di critica. Chiudiamo  con la soddisfazione di aver riportato tanti giovani a teatro e di aver saputo coniugare tradizione e innovazione offrendo un palcoscenico unico dove si sono intrecciati suoni, colori e storie».

La XX edizione del Festival d’autunno, realizzata dall’associazione Donne in arte con il supporto di Mic, Por Calabria Fesr Fse, Calabria Straordinaria, in collaborazione con Fondazione Carical e i Comuni di Catanzaro, Montauro, Soverato, Tropea e Santa Caterina, in realtà non si conclude qui: «C’è un’appendice, dedicata alle scuole – ha spiegato il direttore Santacroce –, il 14 e il 15 novembre all’auditorium Casalinuovo ci saranno due matinée per gli studenti della provincia con una produzione del Festival d’autunno e Teatro del Carro. In scena Anna Maria De Luca, insieme al musicista Remo De Vico, affronterà un tema spinoso come quello del patriarcato e della condizione femminile presentando una versione inedita della figura mitologica di Medea. La regia è di Luca Michienzi».

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