Sì riapre il capitolo giudiziario legato all’immobile di via San Giovanni Bosco, a Soverato, finito sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente avvenuto nell’agosto del 2024, quando un giovane rimase folgorato.
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha disposto il dissequestro del manufatto, accogliendo il ricorso presentato dalla difesa dell’imprenditore Giuseppe Catone, proprietario dell’immobile, assistito dall’avvocato Gianni Russano del foro di Catanzaro.
Il provvedimento di sequestro era stato richiesto dai pubblici ministeri Francesca Delcogliano e Roberta Lomurno. Il decreto era stato successivamente firmato dal gip Piero Agosteo il 26 aprile 2026 ed eseguito il 30 aprile scorso.
Dopo l’apposizione dei sigilli, la difesa dell’imprenditore aveva impugnato il decreto davanti ai giudici del Riesame, contestando la ricostruzione accusatoria e la presunta ipotesi di lottizzazione abusiva avanzata nell’ambito del procedimento.
Nella giornata di ieri è arrivata la decisione del collegio del Riesame, che ha accolto integralmente il ricorso difensivo, ritenendo fondate le argomentazioni presentate dall’avvocato Russano. Secondo quanto sostenuto dalla difesa e recepito dal Tribunale, sarebbe stata dimostrata “la legittimità dei titoli abilitativi” relativi all’immobile, oltre all’assenza dei presupposti per configurare la contestata lottizzazione abusiva.
Un pronunciamento che, secondo la linea difensiva, smonterebbe l’impianto accusatorio alla base del sequestro disposto nelle scorse settimane. Il provvedimento del Riesame rappresenta adesso un passaggio decisivo nell’evoluzione dell’inchiesta nata dopo il grave incidente del 2024 e destinata a proseguire davanti all’autorità giudiziaria competente.




