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Sanità, Fp Cgil e Cgil Calabria: “Ora  la politica riacquisti il coraggio di spesa”

La nota della Segretaria Generale Fp Cgil Calabria, Alessandra Baldari, e del Segretario Cgil Calabria, Luigi Veraldi, in merito alla fine del commissariamento della sanità calabrese:

“La fine del Commissariamento della Sanità in Calabria rappresenta un passaggio necessario ma non sufficiente per normalizzare il governo della sanità in Calabria. Sostanzialmente è una apertura di credito che riporta la Calabria sui binari ordinari della gestione concorrente e non più sostitutiva da parte dello Stato, pur in presenza di un piano di rientro che mantiene tutti i vincoli esistenti che dovranno essere rispettati coerentemente e continuativamente fino al conseguimento del riequilibrio definitivo dei conti e al raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza non solo sopra la soglia minima stabilita, ma con un consolidamento tale da certificare la messa in sicurezza del Sistema Sanitario regionale. In sintesi, d’ora in avanti ogni azione volta a questi fini sarà esclusiva responsabilità della politica che avrà margini di scelta autonomi e non da concordare preventivamente con i Ministeri.

Certamente, le modalità di spesa dovranno continuare ad essere rigorose evitando sprechi e mala gestio che sono state le principali caratteristiche che hanno creato le voragini nei bilanci, ma la politica dovrà riconquistare una capacità e il coraggio di spesa sapendo individuare le priorità necessarie per dare le risposte più urgenti ai cittadini e ai lavoratori, senza più alibi.

Se il debito si è ridotto negli ultimi anni, a parte qualche norma contabile sull’approvazione dei bilanci, molto discutibile, introdotta dal Governo, è anche perché vi è stata una pesante contrazione delle spese che ha inciso su qualità e quantità dei servizi pubblici e sulla possibilità di reclutamento secondo le necessità. Specifichiamo pubblici, perché non è avvenuto nella stessa misura nei settori privati accreditati.

Così come il conseguimento di livelli appena sopra la soglia minima in due delle macroaree, quella ospedaliera e recentemente quella della prevenzione, mancando ancora per diversi punti il conseguimento della soglia minima nell’area distrettuale, sono il frutto, insieme ad altre note ragioni su cui per brevità sorvoliamo, anche di mancati investimenti e di scelte organizzative che hanno condizionato pesantemente le mancate risposte di assistenza e cura ai cittadini da un lato e creato condizioni di disagio e malcontento per le condizioni di lavoro e quelle retributive delle operatrici e degli operatori della sanità, tutti.

Questi nuovi margini di governance, dovrebbero anche ridisegnare le relazioni con la cittadinanza, i lavoratori e le loro rappresentanze a partire dai servizi che presentano le maggiori criticità; tra questi certamente quelli distrettuali e di prossimità, l’Emergenza Urgenza come già sottolineato più volte, i Pronto soccorso, i fabbisogni del personale e la necessità di un piano straordinario di assunzioni.

Per questo, considerando che l’ Emergenza Urgenza non è un elemento secondario nel Servizio Sanitario Regionale, ma la porta d’ingresso per i casi più gravi, quelli in cui spesso il gioco è tra la vita e la morte, i minuti contano quanto le cure e ogni persona dovrebbe sapere di poter contare su una macchina perfetta, la FP CGIL Calabria ha chiesto un incontro urgente al Presidente Occhiuto, in quanto la recente riforma del Suem 118 e il transito delle funzioni e del personale dalle Aziende Sanitarie provinciali ad Azienda Zero, al momento non hanno risolto le criticità più volte segnalate già all’avvio della riforma ai tavoli e anche a mezzo stampa riguardo l’erogazione del Servizio, anzi ne hanno create di nuove, a partire da un malcontento e un disagio diffuso tra gli operatori di ogni categoria per le condizioni giuridiche ed economiche e dell’organizzazione del lavoro sulle quali le disposizioni normative, frutto di un accordo non sottoscritto dalla Cgil, non danno certezze ed hanno generato molta confusione oltre che creare le premesse per molti contenziosi.

La centralità e la delicatezza del Servizio di Emergenza Urgenza richiede ben altro clima per essere erogato con serenità e non si può contare solo sulla professionalità e il senso di abnegazione dei lavoratori, tutto deve funzionare bene.

Il cambiamento potrebbe iniziare da qui”.

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