“Le madri costituenti e la situazione femminile nel nostro tempo”, iniziativa di Cgil Area Vasta e Anpi in occasione della Giornata internazionale delle donne

Il ruolo delle donne nella società e nella politica è sempre più riconosciuto e valorizzato, ma restano ancora sfide da affrontare per garantire una piena parità di genere in tutti i settori della vita sociale, economica e politica. A partire dai valori costituzionali che rischiano di essere messi in discussione dell’Autonomia differenziata e proprio in questo contesto la lezione delle “madri costituenti” resta un importante punto di riferimento e un fondamento su cui continuare a costruire un futuro più giusto e inclusivo. È quanto emerso nel corso dell’incontro organizzato dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo e dal Comitato provinciale di Anpi Catanzaro in occasione della Giornata internazionale della Donna, nella sala giunta della sede della Provincia di Catanzaro. Il tema del confronto è stato infatti “Le madri costituenti e la situazione femminile nel nostro tempo” e si è costruito sugli interventi di Celeste Logiacco della segreteria regionale della Cgil, Agnese Palma dell’esecutivo nazionale Donne Fisac Cgil, Ivana Bevacqua di Anpi Catanzaro, oltre che del segretario generale della Cgil Area vasta Enzo Scalese e del presidente di Anpi Catanzaro, Mario Vallone.

Il confronto, moderato da Antonella Bertuzzi della segreteria Cgil Area Vasta, è stato arricchito dalla testimonianza di molte delegate e lavoratrici

Al centro del confronto la ricostruzione storica e politica del ruolo delle donne nella stesura della Costituzione italiana che è stato cruciale e rappresenta un momento significativo nella storia del movimento femminile e dei diritti delle donne nel nostro Paese. Sebbene le donne fossero ancora escluse dall’esercizio diretto del voto, esse hanno svolto un ruolo attivo nei dibattiti e nelle discussioni che hanno portato alla redazione della Costituzione italiana nel secondo dopoguerra.

Le relatrici hanno voluto sottolineare come nel 1946, durante i lavori dell’Assemblea Costituente, diverse donne hanno partecipato come elette elettrici, ovvero donne che, pur non avendo diritto al voto, sono state nominate per rappresentare gli interessi femminili. Tra queste, spicca la figura di Tina Merlin, che ha svolto un ruolo determinante nella promozione dei diritti delle donne e nell’inclusione di principi di parità di genere nella Costituzione.

Le lotte delle donne per l’uguaglianza di genere e la piena cittadinanza hanno influenzato profondamente il testo costituzionale. Sebbene la Costituzione del 1948 non contenesse disposizioni specifiche sulla parità di genere, essa ha gettato le basi per una società più equa e inclusiva, riconoscendo il principio fondamentale della dignità e dell’uguaglianza di tutti i cittadini, indipendentemente dal genere. Negli anni successivi, il movimento femminile ha continuato a lottare per i propri diritti, portando a importanti conquiste legislative e sociali, come il riconoscimento del diritto di voto alle donne nel 1946, l’approvazione della legge sul divorzio nel 1970 e l’introduzione della legge sull’aborto nel 1978.

“Assieme ad Anpi, la Cgil continua a portare avanti i valori della Costituzione, lavorando per la difesa dei diritti e delle conquiste sociali. Parlando di autonomia differenziata, un tema che ci sta particolarmente a cuore, vorrei sottolineare l’importanza di affrontare anche le questioni legate al mondo del lavoro – ha affermato Enzo Scalese in conclusione dei lavori -. Siamo preoccupati per le possibili conseguenze, in termini di disparità salariali e tutela dei lavoratori, e ci impegniamo affinché i principi di giustizia e uguaglianza siano sempre difesi e garantiti per tutti”.

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