Per una sera Germaneto non è stata soltanto la grande spianata alle porte di Catanzaro, stretta tra Università, Cittadella regionale e Policlinico ma è diventata il centro della Calabria.
Sta tutto qui il significato più importante del concerto di Jovanotti al di là delle canzoni, dei numeri, delle immagini spettacolari del palco. La Calabria dimostra di poter ospitare un grande evento senza doverlo guardare da lontano. Sono state circa 25 mila le persone che hanno partecipato al Jova Summer Party, unica tappa calabrese del tour. Un pubblico arrivato da tutta la regione e non solo, per una giornata iniziata nel pomeriggio e trasformata progressivamente in una gigantesca festa collettiva. Sarebbe però riduttivo raccontare quello di Germaneto soltanto come un concerto riuscito. Per settimane la Calabria si è preparata a questo appuntamento come fanno i territori che decidono di misurarsi con eventi di queste dimensioni. Un dispositivo di sicurezza imponente, 160 operatori in divisa, altri 40 in abiti civili, Protezione civile, presidi sanitari, telecamere, percorsi differenziati per gli spettatori, parcheggi e navette. Sono stati predisposti persino sei treni straordinari nella notte tra il 22 e il 23 agosto per agevolare il rientro del pubblico. Accade così che per anni abbiamo raccontato una Calabria dalla quale, per assistere ai grandi concerti, bisognava partire. Napoli, Roma, Bari. Chilometri, alberghi, autostrade. Questa volta il viaggio si è fatto al contrario: migliaia di persone si sono mosse verso Catanzaro e persino Jovanotti, prima di arrivare sul palco, ha trasformato il suo viaggio nella regione in un racconto: la Calabria attraversata in bicicletta, la Sila, Acri, il tuffo nello Ionio, le immagini diffuse sui social e quella definizione semplice una Calabria “fantastica” che ha probabilmente fatto promozione al territorio più di tante campagne costruite a tavolino. Un grande concerto però non risolve i problemi di una regione ad insegnarlo è stato quello di Vasco Rossi rimasto per anni unico esempio di vero grande evento nel territorio catanzarese. Qui comincia allora la parte più importante quella di far diventare Germaneto ciò che potrebbe accadere ancora in Calabria: una grande area per gli spettacoli che ha senso solo se entra in una programmazione, se genera economia, se porta persone negli alberghi, nei ristoranti e nelle attività commerciali, se viene collegata al territorio e se soprattutto smette di vivere soltanto nell’attesa del prossimo grande nome.




