Can Yaman, la Calabria e il set che diventa casa: “Ogni giorno è stato una lezione”

Un passaggio che racconta meglio di qualsiasi dato il rapporto tra una produzione e il territorio che la ospita e non riguarda gli investimenti, le giornate di riprese o le ricadute economiche ma ciò che accade quando un set smette di essere un luogo di lavoro e diventa un’esperienza umana. Can Yaman descrive così la Calabria durante la conferenza stampa della serata inaugurale del Magna Graecia Film Festival. L’attore turco è stato tra gli ospiti più attesi dal pubblico e nel racconto della sua esperienza professionale  si è soffermato su ciò che resta invisibile agli spettatori: il rapporto tra gli attori, la regia e una troupe che ha trasformato ogni giornata di lavoro in un percorso di crescita condivisa. «Si è creata una grande sintonia tra gli attori, una sintonia anche con la regia», ha spiegato, individuando proprio nella qualità delle relazioni il punto di forza della produzione. Un’affermazione che assume un significato particolare in un’epoca in cui le grandi serie internazionali sono sempre più il risultato di un equilibrio delicato tra competenze artistiche, organizzazione industriale e capacità di fare squadra. Le sue parole restituiscono l’immagine di un set vissuto come una comunità creativa. «Siamo stati testimoni di un lavoro realizzato insieme a delle eccellenze. Ogni giorno era un momento di crescita, un’occasione per migliorare anche come attore. Era come studiare, come laurearsi in un’università». Non una semplice metafora, ma la fotografia di un cinema che continua a essere scuola, confronto e ricerca, anche quando si muove all’interno delle logiche delle grandi produzioni seriali. In controluce emerge anche il ruolo della Calabria, sempre meno semplice scenario naturale e sempre più protagonista dell’industria audiovisiva. Le location diventano parte integrante del racconto, mentre il territorio dimostra di possedere competenze, maestranze e capacità organizzative tali da sostenere produzioni di livello internazionale. Un percorso che la Calabria Film Commission sta costruendo investendo non soltanto sull’attrattività paesaggistica, ma sulla crescita di un sistema produttivo locale. Non sorprende, allora, che il ricordo più intenso evocato dall’attore non sia legato a una scena o a un paesaggio. «Alla fine di tutto porterò con me il ricordo di tutto quello che abbiamo vissuto insieme», ha concluso. È forse questa la misura del successo di un set in un territorio che smette di essere una semplice cornice e diventa parte integrante della memoria di chi lo attraversa.


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