Screening mammografici sospesi da sei mesi, Alecci presenta un’interrogazione in Consiglio Regionale

Un’altra provincia, un’altra vergogna della sanità calabrese. Questa volta non volevo davvero crederci. Mi sono recato, a seguito della segnalazione da parte di alcune associazioni del territorio, presso l’Ospedale di Vibo Valentia per fare chiarezza su una situazione a dir poco scandalosa: in tutta la provincia di Vibo da sei mesi sono fermi tutti gli screening mammografici. Sembra incredibile, ma è così: in questa provincia non è possibile per una donna fare una mammografia presso gli ospedali pubblici. Stiamo parlando di uno strumento imprescindibile di prevenzione e diagnosi precoce il tumore al seno previsto, tra l’altro, all’interno dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Occorre ricordare come quello al seno sia il tumore femminile maggiormente diagnosticato, rappresentando circa il 30 per cento di tutti i tumori femminili. Ogni anno sono circa 60.000 i nuovi casi di tumore al seno e se la sopravvivenza a questa malattia è aumentata negli ultimi tempi, il merito è proprio della frequenza con cui le donne si sottopongono a questo tipo di esame diagnostico. L’anticipo e la costanza con cui si effettuano le mammografie è decisivo per la sopravvivenza di una donna: sottoporsi in tempo ad una mammografia vuol dire spesso vivere o morire.

A constatare con me questa assurda situazione durante l’ispezione presso l’Ospedale anche Laura pugliese, Capogruppo Pd in Consiglio Comunale, Alessandra Grimaldi, Capogruppo Democratici e Progressisti in Consiglio Comunale e Teresa Esposito, Segretaria Provinciale Pd. Con loro abbiamo potuto toccare con mano lo spirito di abnegazione del primario del reparto e della sua squadra che, sebbene sottodimensionati a livello di personale, ogni giorno danno il massimo per garantire tutte le prestazioni sanitarie possibili. Anche in questo caso, l’organizzazione del comparto sanitario dovrebbe andare incontro ai medici e a tutto il personale per assicurare condizioni di lavoro adeguate.

Per questo motivo, come Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale abbiamo presentato un’interrogazione per capire i motivi di questa vergogna: quali siano le cause specifiche che hanno determinato la sospensione degli screening mammografici, quali responsabilità organizzative e gestionali siano state accertate in relazione a tale disservizio e quali misure urgenti si intendano adottare per garantire la ripresa immediata e continuativa. Inoltre abbiamo chiesto quali azioni siano previste per il recupero delle prestazioni non erogate e per la presa in carico delle utenti rimaste escluse dai programmi di prevenzione e se siano previsti interventi strutturali per il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, con particolare riferimento alla prevenzione oncologica e alla salute della donna. Non possiamo accettare che, ancora una volta, il diritto alla salute delle calabresi e dei calabresi venga così brutalmente calpestato. Il Presidente Occhiuto dovrebbe uscire dal fantastico mondo che vuole dipingere per i calabresi e scendere tra le persone per comprendere quali sono i reali disagi che ogni giorno essi vivono.

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