Trasformare il retroporto in polo d’eccellenza per la produzione di acciaio di alta qualità

“È alquanto comprensibile, anzi fisiologico, che di fronte a un’ipotesi di investimento legata all’industria pesante nel retroporto di Gioia Tauro-San Ferdinando si presenti, istantaneamente, l’immancabile vespaio di polemiche. Detto questo, va tuttavia sottolineato che è legittimo, anzi auspicabile che si sollevi il tema in un dibattito pubblico purché questo avvenga su una base dialogica, informata, argomentata e non strumentale.
Più volte abbiamo sollevato il tema del coinvolgimento delle comunità locali rispetto alle decisioni strategiche che impattano sul futuro dei territori e sulle vite delle persone e sicuramente non perderemo di vista questo fondamento della convivenza civile anche nel caso degli investimenti DRI a Gioia Tauro – San Ferdinando.
È fondamentale che le persone che abitano i territori siano informate su ciò che accade a abbiano il diritto a esprimersi e per questo motivo il Comune di San Ferdinando convocherà, nel caso l’ipotesi divenisse realtà, un consiglio comunale aperto per dibattere pubblicamente sul tema, per informare al di là dei pregiudizi e per ascoltare le preoccupazioni e le voci in dissenso. Tale iniziativa è condivisa anche da Simona Scarcella, sindaca di Gioia Tauro che è pronta ad aprire la sala consiliare al confronto con cittadini e stakeholders.
È altrettanto importante, però, non svilire un’operazione economica di tale portata sacrificandola sull’altare del populismo, della demagogia e del qualunquismo male informato”.


Queste le parole del sindaco di San Ferdinando, Luca Gaetano, dopo la visita del Ministro Urso accompagnato dal Governatore Occhiuto – con la collega Simona Scarcella – e dopo la prima convocazione del comitato tecnico che riunisce, oltre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Regione Calabria, la Snam, l’Autorità di Sistema Portuale, i comuni di Gioia Tauro e San Ferdinando, Università, esperti e Ministero dell’Ambiente.


“L’ipotesi finora al vaglio – prosegue Luca Gaetano – e ribadisco che si tratta solo di un’ipotesi, sarebbe una risposta virtuosa e risolutiva rispetto alle condizioni di sottosviluppo dell’area retroportuale che, nonostante la presenza di uno scalo che rappresenta un fattore competitivo decisivo per il sistema Italia, non ha mai compiuto quello scatto necessario a esprimere il potenziale intrinseco dell’area e a valorizzare i numerosi asset materiali e immateriali di cui il territorio dispone. La convergenza istituzionale in atto, oltre alle diatribe politiche pugliesi che mettono in dubbio gli investimenti di Taranto, dovrebbero essere visti come una grande opportunità e sarebbe auspicabile, anche se utopico, che la dialettica pubblica si sviluppasse nel merito delle vicende e sostenesse gli amministratori locali anziché paventare scenari apocalittici basati su presupposti errati. Il governatore della Puglia Michele Emiliano non avrebbe mai detto che ‘Sarebbe un colpo durissimo, un’umiliazione insopportabile per Taranto respingere gli investimenti per l’acciaio green. Significherebbe regalare ad altri territori una delle acciaierie più avanzate e meno impattanti d’Europa, lasciando qui solo inquinamento e desertificazione industriale’”.


“Un investimento del genere, – conclude il sindaco Gaetano – oltre a garantire occupazione stabile e crescita duratura, configurerebbe il territorio come leader nazionale per la produzione di acciaio di alta qualità per i comparti dell’aerospazio, della difesa, dell’agroalimentare, dell’automotive e dell’idraulica avanzata. Siamo pronti a recepire ogni perplessità e siamo altrettanto pronti ad accogliere ogni istanza volta a garantire la partecipazione popolare nei processi decisionali, ma siamo altrettanto determinati a perseguire l’alto obiettivo di realizzare nell’area un ecosistema economico, culturale e produttivo capace di generare occupazione stabile, attrarre investimenti, intelligenze e talenti e di rendere questo territorio una case history di riferimento per sostenibilità ambientale e livelli di innovazione scenario industriale nazionale ed europeo. Attendiamo di vedere cosa accadrà a Taranto e verifichiamo la reale fattibilità dell’intervento in Calabria, dopo di che saremo disponibilissimi a ogni confronto e a recepire qualsivoglia osservazione.”

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