A Soverato Marina, pare, la morte osserva il calendario. Non per rispetto liturgico, ma per regolamento non scritto: di domenica non si muore. O meglio, si può anche morire, ma guai a pretendere l’estremo saluto nel luogo giusto e nel giorno sbagliato. Perché a Soverato marina, la domenica, i funerali non si celebrano. Punto.
È questo che si sono sentite rispondere due famiglie della cittadina ionica quando, con il garbo che si deve alle tragedie vere, hanno chiesto di salutare i propri cari nella chiesa del paese. Nessuna spiegazione teologica, nessuna motivazione pastorale, nessun “ne riparliamo”. Solo un diniego secco, senza appello, come un cartello stradale: divieto di esequie domenicali
E così, mentre il Vangelo predica accoglienza e misericordia, i funerali hanno preso la via della montagna. Destinazione: Soverato Superiore e Cardinale. Perché, evidentemente, la morte può essere accolta solo a una certa altitudine. In basso no, disturba.
La notizia, manco a dirlo, ha fatto esplodere le polemiche e non tanto per la scelta del parroco presente in molte altre parrocchie italiane, ma per lo strappo alla regola che inizialmente pare avesse accordato a una famiglia dando il benestare per il funerale domenicale, poi revocato alla richiesta di un secondo funerale da parte di un’altra famiglia soveratese.
Il parroco non ha ammesso repliche. Così la cittadinanza, si è rivolta al vescovo. Perché se la Chiesa è casa, qualcuno deve pur aprire la porta. Anche di domenica in un tempo in cui tutto è aperto sette giorni su sette, supermercati, centri commerciali, persino le coscienze, l’unica cosa che resta chiusa è l’umanità. Si aspetteranno le determinazioni per il futuro in cui forse servirebbe un nuovo cartello: “Benvenuti a Soverato: Per i funerali, ripassare in settimana”.© RIPRODUZIONE RISERVATA


