Una Notte Bianca che, anziché accendere la città, rischia di spegnere il dialogo tra amministrazione comunale, associazioni e commercianti. È una presa di posizione netta quella dell’Associazione Eventi Solidali APS e di numerosi operatori economici soveratesi, che puntano il dito contro le modalità di organizzazione della manifestazione riprogrammata per domani, denunciando un metodo poco inclusivo e privo di una visione strategica per lo sviluppo turistico e commerciale della città. Al centro della contestazione non c’è tanto l’evento in sé, quanto il percorso che avrebbe portato alla sua realizzazione. Secondo i promotori della protesta alcune associazioni cittadine, nonostante il loro radicamento e il costante impegno sul territorio, sarebbero state completamente estromesse dalla fase organizzativa. Analoga sorte sarebbe toccata a parte dei commercianti, mentre il coinvolgimento avrebbe riguardato soltanto una ristretta cerchia di operatori, indicati dai contestatori come probabilmente vicini all’amministrazione. «Non contestiamo la Notte Bianca, ma il metodo con cui viene organizzata. Un evento che dovrebbe rappresentare l’intera città non può diventare un’iniziativa riservata a pochi. Le associazioni e i commercianti non possono essere coinvolti soltanto quando fa comodo a qualcuno. Soverato appartiene a tutti e tutti devono avere la possibilità di contribuire», afferma Pina Sabato, presidente dell’Associazione Eventi Solidali APS. Una posizione che apre una riflessione più ampia sulla gestione degli eventi cittadini e sul rapporto tra Amministrazione e tessuto economico locale. Perché una manifestazione finanziata con risorse pubbliche, sostengono i firmatari, “dovrebbe rappresentare un’occasione di partecipazione collettiva e non alimentare contrapposizioni o esclusioni”, ma è soprattutto sul terreno della trasparenza amministrativa che la contestazione assume toni più incisivi. Eventi Solidali APS e i commercianti chiedono di conoscere l’entità dei finanziamenti destinati alla manifestazione, i destinatari delle somme, i criteri di assegnazione e le modalità attraverso le quali vengono individuati artisti, musicisti e soggetti coinvolti nell’organizzazione. «Quando si utilizzano soldi pubblici, la trasparenza non è una concessione, ma un dovere. Vogliamo sapere quanto si spende, chi riceve i finanziamenti e con quali criteri vengono individuati gli artisti e gli operatori coinvolti. Non chiediamo privilegi, chiediamo regole uguali per tutti», osserva Sabato. Le critiche, tuttavia, non intendono mettere minimamente in discussione l’impegno personale del sindaco Daniele Vacca: «Riconosciamo al sindaco Daniele Vacca l’impegno e la disponibilità che, per quanto nelle sue possibilità, sta mettendo al servizio della città. Il problema, però, è il controllo. Non basta avere buone intenzioni se poi, per evitare contrasti, si finisce per chiudere gli occhi davanti a scelte e comportamenti che meriterebbero ben altra attenzione. Governare significa anche assumersi la responsabilità di dire qualche no», conclude Pina Sabato.




