La partita giudiziaria resta aperta, ma intanto a Palazzo di Città nulla cambia. Il Consiglio di Stato ha sospeso l’efficacia della sentenza del Tar Calabria che aveva accolto il ricorso presentato contro la selezione indetta dal Comune di Soverato. Un provvedimento cautelare che, almeno per il momento, congela gli effetti della decisione di primo grado e mantiene invariato l’assetto determinatosi dopo le assunzioni.
L’ordinanza è stata pronunciata dalla Quinta Sezione nella camera di consiglio del 24 settembre, nell’ambito del ricorso in appello promosso dall’amministrazione comunale contro la sentenza numero 1600 del 2026 del Tribunale amministrativo regionale.
Il Comune di Soverato, rappresentato dall’avvocato Alfredo Gualtieri, aveva chiesto ai giudici di Palazzo Spada di sospendere in via cautelare gli effetti della pronuncia con cui il Tar aveva accolto il ricorso contro la procedura. Nel procedimento risultano coinvolti anche numerosi partecipanti alla selezione, alcuni dei quali si sono costituiti nel giudizio d’appello.
A pesare sulla decisione del Consiglio di Stato è soprattutto una circostanza: i vincitori della procedura sono già stati assunti.
È proprio su questo punto che si concentra il passaggio centrale dell’ordinanza. Secondo i giudici, il bilanciamento degli interessi coinvolti rende necessario «mantenere la res adhuc integra», vale a dire preservare nella fase cautelare la situazione esistente, in attesa che venga affrontato il merito della controversia.
Da qui l’accoglimento della richiesta formulata dal Comune e la conseguente sospensione dell’esecutività della sentenza del Tar.
Gli effetti pratici sono immediati: chi è stato assunto in seguito alla selezione resta al proprio posto e, fino alla decisione definitiva del Consiglio di Stato, non si producono le conseguenze derivanti dalla pronuncia di primo grado.
Il provvedimento, tuttavia, non chiude la vicenda e non rappresenta una decisione definitiva sulla legittimità della procedura contestata. Il Consiglio di Stato è intervenuto esclusivamente sulla domanda cautelare, scegliendo di evitare modifiche immediate a una situazione amministrativa ormai già concretamente costituita.
La questione centrale dovrà essere affrontata con la sentenza di merito, quando i giudici saranno chiamati a stabilire se le conclusioni raggiunte dal Tar Calabria debbano essere confermate oppure riformate.
L’ordinanza assume comunque un rilievo significativo per il Comune e per gli stessi lavoratori coinvolti: impedisce infatti che, nell’attesa del secondo grado di giudizio, la sentenza del Tar determini conseguenze sull’attuale rapporto di lavoro dei vincitori della selezione.
Il collegio, presieduto da Valerio Perotti e composto dai consiglieri Stefano Fantini, Sara Raffaella Molinaro, Elena Quadri e Marina Perrelli, ha inoltre disposto la compensazione delle spese della fase cautelare.
La vicenda giudiziaria, dunque, è tutt’altro che conclusa. Sarà il giudizio di merito a stabilire definitivamente la sorte degli atti contestati. Fino ad allora, però, resta fermo un dato: la sentenza del Tar è sospesa e l’assetto prodotto dalla selezione del Comune di Soverato rimane, almeno per ora, invariato.




