La prima domanda non è ancora chi correrà per diventare sindaco di Soverato. La domanda, per il momento, è un’altra: con quali forze si arriverà alle prossime elezioni comunali? La risposta comincia lentamente a prendere forma. E arriva da un’area che ha deciso di anticipare i tempi, mentre il resto della politica cittadina continua a muoversi prevalentemente sotto traccia. “Obiettivo comune” ha scelto di mostrarsi. Non ancora come lista elettorale e neppure con un candidato alla guida già individuato, ma attraverso un primo gruppo di persone attorno alle quali costruire un progetto più ampio. Nel video che segna di fatto il debutto pubblico della formazione compaiono Pietro Matacera, Pietro Mosella, Gabriele Francavilla, Antonello Pisano, Valentina Agosto, Antonella Palumbo e Anna Pittelli.
È una fotografia iniziale, non quella definitiva. Alcuni di questi nomi potrebbero approdare direttamente alla candidatura, altri contribuire alla costruzione del progetto senza necessariamente entrare nella lista. Soprattutto, il gruppo potrebbe allargarsi.
Ed è su quest’ultimo punto che si concentra il fermento politico delle ultime ore.
Negli ambienti cittadini si parla infatti di contatti e interlocuzioni ancora in corso. Tra i nomi accostati alla nuova aggregazione compare anche quello di Marco Arcidiacono. Nessuna adesione può essere data oggi per acquisita, ma un suo eventuale ingresso avrebbe un significato che andrebbe ben oltre l’aggiunta di un candidato: consegnerebbe alla formazione un ulteriore profilo politico e potrebbe contribuire a spostare alcuni degli equilibri in vista della costruzione delle liste.
La vera novità, dunque, non è soltanto la nascita di un altro gruppo. È il tentativo di aggregare intorno a un nuovo contenitore una parte di quella città che guarda alle prossime amministrative chiedendo una proposta alternativa all’attuale governo di Soverato.
Il messaggio scelto per questa prima uscita è volutamente poco aggressivo. Non sembra esserci, almeno per ora, la volontà di costruire consenso attraverso un attacco frontale alla maggioranza. La distanza politica esiste ed è netta, ma viene declinata soprattutto sul terreno della proposta: servizi, crescita, capacità di programmazione e un modello di sviluppo che, secondo i promotori, Soverato continua ad attendere.
Poi c’è il dato politico più interessante. E porta inevitabilmente al nome di Pietro Matacera.
La sua presenza dentro “Obiettivo comune” crea un filo diretto con una stagione importante della politica cittadina. Matacera è stato vicesindaco ed è stato tra coloro che, insieme a Ernesto Alecci, diedero vita all’esperienza di “Cambiamenti”. Successivamente le strade si divisero, dopo che Matacera maturò una valutazione critica sull’evoluzione del movimento e sulla distanza che, a suo giudizio, si era creata rispetto allo spirito originario.
Ecco perché le prossime amministrative potrebbero raccontare qualcosa di più di una normale sfida tra maggioranza e opposizione.
Potrebbero mettere di fronte, seppure in forme profondamente mutate, due ramificazioni di una storia politica che un tempo era comune. Da una parte l’area che ha raccolto e trasformato l’eredità di Cambiamenti fino all’attuale esperienza amministrativa; dall’altra uno dei protagonisti di quella stagione che oggi prova a costruire un percorso autonomo e alternativo.
Nel mezzo rimangono ancora molte variabili.
La principale riguarda naturalmente Palazzo di Città. Daniele Vacca viene considerato orientato verso una nuova candidatura, ma il sindaco non ha ancora formalizzato la decisione di chiedere agli elettori un secondo mandato. Quando e se lo farà, sarà inevitabilmente quello il momento in cui anche lo schieramento uscente dovrà definire perimetro, alleanze e squadra.
“Obiettivo comune”, intanto, evita accuratamente di rispondere alla domanda che accompagna ogni nuova formazione politica: chi sarà il candidato sindaco?
Il nome non c’è. O, almeno, non viene ancora reso pubblico.
Potrebbe essere una scelta precisa. Individuare troppo presto il candidato significherebbe delimitare immediatamente il campo; lasciare invece aperta la leadership consente di ampliare le interlocuzioni e verificare quali altre energie possano convergere nel progetto. Prima costruire il contenitore, poi misurarne il peso e soltanto alla fine scegliere chi dovrà rappresentarlo nella corsa per Palazzo di Città.
È probabilmente in questo spazio che si giocheranno le prossime settimane. Perché i sette volti comparsi pubblicamente potrebbero rappresentare soltanto l’inizio di una composizione molto più articolata.
Il voto è ancora lontano, ma la politica soveratese ha già cominciato a contarsi. Un gruppo ha deciso di uscire allo scoperto, altri stanno osservando e qualcuno potrebbe essere già impegnato a tessere alleanze lontano dai riflettori.
La campagna elettorale ufficiale verrà dopo. Quella politica, a Soverato, è già cominciata. © RIPRODUZIONE RISERVATA




