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Soverato e Satriano: celebrato il 34° anniversario dell’uccisione dell’Appuntato Scelto dei carabinieri Renato Lio

Celebrata a Soverato e Satriano la cerimonia in memoria dell’Appuntato Scelto Renato Lio, vittima del dovere, ucciso nella notte del 20 agosto del 1991, alle 2.30 circa, in località Russomanno nel comune di Satriano, mentre eseguiva un posto di blocco durante un servizio di perlustrazione.

La cerimonia, ricca di emozioni, è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro, offerta dall’Amministrazione Comunale di Soverato e di Satriano, presso la stele prospiciente il Comando Compagnia Carabinieri, è poi proseguita con la celebrazione di una Santa Messa nella Chiesa di S. Maria Immacolata di Soverato, officiata dal Cappellano Militare del Comando Legione Carabinieri Calabria Don Vincenzo Ruggiero, alla quale hanno partecipato, oltre alla vedova e ai familiari dell’Appuntato LIO, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, Colonnello Giuseppe Mazzullo, il Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro, Dott. Salvatore Curcio, il Vice Prefetto di Catanzaro, Dott. Luigi Guerrieri, rappresentanti della Questura, della Guardia di Finanza, il Comandante della Capitaneria di Porto e rappresentanze dell’Associazione Nazionale Carabinieri, unitamente ai Sindaci dei Comuni di Satriano e di Soverato. La solennità dell’evento è stata accompagnata dalla resa degli onori ai caduti da parte di un plotone di rappresentanza di Comandanti di Stazione della Compagnia di Soverato e di un militare trombettiere dell’Arma. Al termine della funzione, la famiglia Lio e i soli militari dell’Arma hanno raggiunto la rotatoria “Russomanno” di Satriano marina, dove è stata deposta, da due Carabinieri in G.U.S. e due agenti della Polizia Locale, una corona d’alloro ai lati della lapide dislocata dove è avvenuto l’assassinio del militare, risalente a 34 anni fa. Quella notte, la pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Soverato, composta dagli Appuntati Renato Lio e Francesco Baita, procedeva al controllo di un’autovettura con a bordo tre persone, giunta a velocità elevata. Nel corso della perquisizione, uno dei tre soggetti, un pericoloso pregiudicato, dopo aver spinto il graduato, si impossessava di una pistola occultata sotto il sedile dell’auto e, nonostante bloccato con determinazione e coraggio dall’appuntato Lio, esplodeva tre colpi di pistola a brucia pelo contro il militare per sottrarsi al controllo e fuggire. Ferito, l’Appuntato Lio continuava a fronteggiarlo, sino a quando, stremato, cadeva esamine al suolo. Il malvivente apriva il fuoco anche contro l’appuntato Baita che, nel frattempo, si era posizionato al centro della strada per rispondere con l’arma in dotazione. Il pregiudicato, finite le munizioni, si impossessava della pistola dell’appuntato Lio e riprendeva a sparare contro l’appuntato Baita. Il malfattore, poi, raggiungeva l’autoradio di servizio, si impadroniva di una pistola mitragliatrice e, risalito sulla propria auto, insieme agli altri due soggetti, ripartiva a velocità elevata. L’assassino veniva catturato dopo una massiccia caccia all’uomo. Intanto, i due complici, due cugini incensurati, si costituivano ai Carabinieri, dimostrando la loro estraneità per l’omicidio del militare.

Il sacrificio dell’Appuntato Lio, l’ennesimo contributo di sangue dell’Arma per l’affermazione della giustizia, viene ricordato nella motivazione della Medaglia d’oro al valor civile alla memoria concessa al graduato: “Capo equipaggio di una pattuglia del Nucleo Radiomobile, mentre si apprestava, insieme ad altro graduato, al controllo degli occupanti di una autovettura, veniva improvvisamente raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco. Benché gravemente ferito, ingaggiava con il malvivente una violenta colluttazione da cui desisteva quando, ormai privo di forze, si accasciava al suolo. Splendido esempio di altissimo senso del dovere spinto sino all’estremo sacrificio. Soverato (Catanzaro), 20 agosto 1991”.

Come ogni anno, la cerimonia, che commemora il 34° anniversario dell’omicidio dell’Appuntato Lio, è stata la riprova dell’attaccamento e della riconoscenza della cittadinanza nei confronti di un Carabiniere che ha sacrificato la propria vita nell’interesse della collettività.

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