Un’aula gremita, toni fermi ma incalzanti e una sensazione diffusa: a Satriano qualcosa si è definitivamente incrinato. L’incontro promosso dai consiglieri comunali di minoranza non è stato la consueta passerella politica, ma un atto d’accusa articolato, pubblico e documentato contro il metodo di governo del sindaco Massimiliano Chiaravalloti. Un vero e proprio “vaso di Pandora”, come lo hanno definito in molti, scoperchiato davanti a cittadini attenti e partecipi.
Giuseppino Basile, Fortunato Drosi, Vittoria Corasaniti e Francesco Maida hanno parlato con una sola voce, mettendo da parte appartenenze e sensibilità diverse per convergere su un punto dirimente: la gestione amministrativa del Comune e il sistematico svuotamento delle prerogative della minoranza. Non uno scontro ideologico, ma un confronto politico-amministrativo senza filtri, che ha già prodotto un atto formale: un esposto inviato alla Prefettura di Catanzaro.
Nel mirino, innanzitutto, la cronica mancanza di risposte alle interrogazioni, alle richieste di accesso agli atti e alle istanze presentate dalla minoranza. Secondo i consiglieri, su questioni di rilevanza cruciale per la comunità, l’amministrazione avrebbe spesso scelto il silenzio; quando le risposte sono arrivate, sarebbero state evasive o incomplete, tali da compromettere il diritto di controllo e di indirizzo politico sancito dalla legge.
Non meno pesanti le contestazioni sulla verbalizzazione dei consigli comunali. La minoranza denuncia una disparità sistematica: interventi dei consiglieri di opposizione omessi o riportati in modo distorto, a fronte di trascrizioni puntuali e integrali delle parole del sindaco. Una situazione che ha spinto Basile a chiedere copia del brogliaccio delle sedute, richiesta respinta dal segretario comunale perché ritenuta non conforme alla normativa.
Il confronto entra poi nel merito di atti amministrativi specifici. Riflettori puntati sulla determina del 17 luglio 2025 relativa al rifacimento del manto sintetico del campo di calcetto del Centro giovanile. Nessuna contestazione sulla necessità dei lavori, ma una anomalia temporale: gli interventi risultano conclusi il 12 luglio, cinque giorni prima dell’atto autorizzativo e di alcune verifiche obbligatorie. Per la minoranza si tratterebbe di una possibile “sanatoria ex post di opere già realizzate”.
Stesso copione, denunciano i consiglieri, sull’avviso pubblico per la “Comunità educativa per minori”: a fronte di una contestazione formale su presunti profili di illegittimità, nessun riesame e nessuna risposta nel merito.
L’aquisto dei terreni per realizzare il porto
Tra i passaggi più delicati emersi nel dibattito, quello relativo alla seduta consiliare segreta e urgente con cui il Comune ha deliberato la partecipazione a un’asta giudiziaria per l’acquisto di terreni funzionali al progetto del porto-canale Satriano-Soverato. La minoranza contesta la forma, ritenendo illegittimo il ricorso alla segretezza, e la sostanza dell’operazione: un indebitamento potenziale fino a circa un milione e mezzo di euro, con un peso annuo superiore ai 100 mila euro sul bilancio comunale. Un rischio giudicato sproporzionato per un progetto da 120 milioni di euro che, allo stato, sarebbe ancora privo di una reale copertura privata.
La vicenda del nuovo depuratore
Ampio spazio è stato dedicato anche alla vicenda del depuratore, un dossier aperto da anni. Richieste rimaste senza risposta già quando Basile era vicesindaco, una situazione aggravata dal sequestro dell’impianto disposto dall’autorità giudiziaria e, secondo la minoranza, da risposte ancora una volta evasive da parte del primo cittadino.
L’asilo nido finanziato con fondi PNNR
Chiude il quadro la questione dell’asilo nido finanziato con fondi PNRR: lavori ancora in corso nonostante un cronoprogramma che prevedeva la conclusione entro dodici mesi. Un ritardo che alimenta timori sul rispetto delle scadenze e sull’utilizzo corretto delle risorse.
Sul piano politico, il segnale forse più forte arriva fuori dall’aula consiliare. Pd e Lega, rappresentati dai commissari cittadini Carlo Riverso e Franco Mercurio, hanno condiviso una posizione comune, apparentemente anomala ma rivendicata come civica: giudizio fallimentare sull’attuale esperienza di governo e necessità di costruire un progetto alternativo nell’esclusivo interesse della comunità. Una linea sposata anche dal movimento “Viviamo Satriano”, con Alessandro Riverso, che ha rilanciato l’urgenza di un percorso nuovo e condiviso.
A Satriano, insomma, la minoranza ha alzato il sipario su una fase politica nuova. Ora la palla passa al sindaco e all’amministrazione: chiarire, rispondere nel merito e ricucire un rapporto istituzionale che appare sempre più logorato. Il vaso di Pandora è aperto. Richiuderlo, questa volta, non sarà semplice. © RIPRODUZIONE RISERVATA



