Palazzo Bencivenni, la ferita nel cuore di Soverato: i cittadini chiedono interventi contro il degrado

Ci sono cantieri che prima o poi finiscono e cantieri che, con il passare degli anni, finiscono per diventare parte del paesaggio. Palazzo Bencivenni appartiene ormai alla seconda categoria. Nel cuore di Soverato, in una delle zone più frequentate della città, il grande immobile continua a raccontare una storia fatta di lavori interrotti, vicende amministrative e giudiziarie e di un tempo che, nel frattempo, non si è fermato.

A riaccendere i riflettori questa volta sono alcuni cittadini, promotori di una raccolta firme indirizzata al sindaco, all’amministrazione comunale e agli uffici competenti. La richiesta è semplice quanto concreta: verificare le condizioni dell’area e garantire interventi urgenti e, soprattutto, periodici per tutelare igiene, salubrità e decoro urbano.

La premessa della petizione è netta. Nessuna intenzione di interferire con procedimenti giudiziari, eventuali sequestri o provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Nessuna attribuzione preventiva di responsabilità. Il punto è un altro: capire cosa sia possibile fare, nel rispetto dei vincoli esistenti, affinché un cantiere sospeso non significhi anche manutenzione sospesa.

La storia di Palazzo Bencivenni, del resto, viene da lontano. L’immobile è da anni al centro di una complessa vicenda che, in diverse fasi, ha determinato l’interruzione delle attività. E mentre carte, procedure e contenziosi seguivano il loro corso, il tempo lasciava segni ben più visibili.

Già in passato le condizioni dell’edificio avevano reso necessario l’intervento dell’Ufficio tecnico comunale per il distacco di parti di intonaco e il rischio di caduta di calcinacci. Le transenne collocate a protezione dell’area sono così rimaste a lungo davanti agli occhi dei cittadini, quasi trasformandosi nell’immagine plastica di una situazione rimasta senza soluzione.

Adesso, però, la questione posta dalla raccolta firme va oltre l’aspetto estetico.

I promotori segnalano i rischi connessi al protrarsi dell’inutilizzo e alla scarsa manutenzione: accumulo di rifiuti e materiale organico, vegetazione incontrollata e condizioni potenzialmente favorevoli alla presenza di insetti e roditori. Da qui la richiesta di valutare pulizia e rimozione dei rifiuti, sfalcio periodico della vegetazione, disinfestazione e derattizzazione, naturalmente nei limiti di quanto consentito dalla situazione giuridica dell’immobile.

Ed è forse proprio qui che la vicenda cambia prospettiva.

Perché una cosa è stabilire quale sarà il futuro urbanistico e giudiziario di Palazzo Bencivenni. Altra cosa è chiedersi cosa debba accadere nel frattempo. E quel “frattempo”, a Soverato, dura ormai da anni.

Palazzo Bencivenni non è infatti un immobile abbandonato in una zona periferica e lontana dagli sguardi. È una presenza ingombrante nel tessuto urbano, attraversato ogni giorno da residenti e visitatori. Per questo il suo progressivo deterioramento non riguarda soltanto chi è direttamente coinvolto nella vicenda: riguarda inevitabilmente la città.

La raccolta firme ha quindi il merito di riportare sul tavolo due domande differenti. La prima, quella più grande, resta ancora senza una risposta definitiva: che cosa diventerà Palazzo Bencivenni?

La seconda è molto più urgente: nell’attesa, chi si occupa di ciò che accade dentro e intorno a quell’area?

Perché processi, ricorsi, procedure amministrative e contenziosi possono avere tempi lunghi. Erbacce, rifiuti, insetti e degrado, invece, non conoscono i tempi della burocrazia.

Ed è probabilmente questo il senso più profondo dell’iniziativa dei cittadini: il destino di Palazzo Bencivenni potrà anche restare sospeso ancora per qualche tempo. L’igiene, la sicurezza e il decoro del cuore di Soverato, però, non possono esserlo insieme a lui.

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