Doveva rappresentare il simbolo di una sanità più moderna ed efficiente. Oggi, invece, rischia di trasformarsi in una vera emergenza alle porte dell’estate. Dal nuovo blocco operatorio dell’ospedale di Soverato arriva un nuovo grido d’allarme da parte del personale sanitario, preoccupato per una situazione che, con l’arrivo dei primi flussi turistici, potrebbe diventare difficilmente gestibile.
Al centro della criticità c’è la drastica riduzione dell’organico infermieristico. Delle 16 unità inizialmente operative nel reparto, oggi ne restano soltanto 11. Un numero che, tradotto nella quotidianità ospedaliera, significa turni sempre più pesanti, reperibilità continue e una pressione costante su chi ogni giorno garantisce il funzionamento delle sale operatorie.
La riorganizzazione era partita all’inizio del 2025 con la nascita del blocco operatorio unico, progetto pensato per accorpare in una sola équipe gli infermieri provenienti da ostetricia, chirurgia e ortopedia. L’obiettivo era ambizioso: ottimizzare le attività chirurgiche e migliorare la gestione assistenziale attraverso una struttura più snella e coordinata.
Nei primi mesi il sistema sembrava poter reggere. Poi, però, pensionamenti e trasferimenti non sostituiti hanno progressivamente svuotato l’organico, lasciando il reparto a lavorare in condizioni sempre più delicate.
Oggi gli infermieri rimasti devono garantire contemporaneamente due sale operatorie attive durante la mattina, la gestione della sala gessi, una sala operatoria pomeridiana, oltre ai turni di guardia e alla reperibilità notturna e festiva. Una corsa continua contro il tempo che richiede equilibrio, flessibilità e sacrifici quotidiani.
Ma oltre alla fatica organizzativa emerge anche una preoccupazione ancora più delicata: quella legata alla sicurezza sanitaria. I continui spostamenti del personale tra ambienti sterili e la sala gessi, necessari per coprire le carenze di organico, mettono infatti a dura prova i rigidi protocolli di sterilità indispensabili all’interno delle sale operatorie.
La vera paura, però, ha una data precisa: l’inizio della stagione estiva.
Soverato e l’intera fascia ionica si preparano infatti ad accogliere migliaia di turisti, con un inevitabile aumento degli accessi ospedalieri. Più presenze significano più incidenti stradali, traumi, emergenze e interventi chirurgici. Ed è proprio in quel momento che il sistema rischia di andare in sofferenza.
Secondo quanto denunciano gli operatori sanitari, il pericolo concreto è quello di una sospensione improvvisa di alcuni servizi essenziali, incapaci di sostenere ulteriori sovraccarichi senza un immediato potenziamento del personale.
Dalle corsie del presidio ospedaliero si leva quindi un appello diretto ai vertici sanitari e alle istituzioni: servono nuove assunzioni e un piano urgente di rafforzamento dell’organico prima dell’estate.
“Senza interventi immediati — spiegano — una situazione già fragile rischia di diventare ingestibile proprio nel periodo di maggiore bisogno per il territorio”.
Nessuna volontà di alimentare polemiche, precisano dal reparto, ma soltanto la necessità di garantire condizioni di lavoro adeguate e soprattutto la sicurezza dei pazienti. Residenti e turisti che nei prossimi mesi affolleranno la costa ionica confidando nella capacità dell’ospedale di Soverato di rispondere alle emergenze.
Una sfida decisiva per la sanità del territorio, chiamata ora a dimostrare di poter reggere l’impatto dell’estate senza lasciare soli operatori e cittadini.




