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Montepaone, sottopasso ferroviario: Rattà lancia l’allarme

Dopo l’ufficializzazione della sua discesa in campo per le prossime elezioni amministrative, l’ex sindaco Massimo Rattà torna a scuotere il dibattito pubblico e lancia un monito che ha il sapore dell’allarme: il progetto di realizzazione del sottopasso ferroviario rischia di provocare una vera e propria paralisi della circolazione a Montepaone.

Un progetto avviato ormai due anni fa e che continua a procedere tra lo scetticismo dell’ex sindaco, che già in passato aveva denunciato con forza le criticità di una scelta ritenuta “miope e pericolosa”. Rattà non usa mezzi termini e punta il dito contro quella che definisce una “soluzione al ribasso”: la realizzazione di un solo sottopasso carrabile al posto dei due da sempre previsti e richiesti alle Ferrovie da tutte le precedenti amministrazioni comunali.


“Con un solo sottopasso – ammonisce Rattà – la circolazione subirà problemi enormi, con un imbuto che si riverserà inevitabilmente su viale delle Province”.
La chiusura dei due passaggi a livello esistenti, si avverte, non lascerà alcuna alternativa di sbocco verso il mare, in particolare sul versante di Soverato, penalizzando residenti, pendolari, attività commerciali e flussi turistici. Nel mirino dell’ex primo cittadino finisce direttamente la scelta dell’amministrazione Migliarese, accusata di aver accettato passivamente una soluzione che non risolve il problema, ma rischia di aggravarlo in maniera irreversibile.


Una critica che Rattà rivendica come coerente con le battaglie già condotte in passato, quando aveva messo in guardia sui rischi legati alla soppressione dei passaggi a livello senza un’adeguata alternativa infrastrutturale.

Oggi la richiesta è chiara e politicamente netta: rivedere il progetto oppure, quantomeno, arrivare a un accordo che consenta di mantenere aperto almeno uno dei due passaggi a livello, evitando l’isolamento di intere aree del territorio comunale.

“Se non c’è la forza per imporre la realizzazione del secondo sottopasso a spese di R.F.I. – è la posizione – si impedisca almeno che il passaggio a livello in prossimità della zona Paoletti venga soppresso e murato”.

La questione, secondo Rattà, si gioca tutta sul piano politico, che definisce il vero tallone d’Achille di Montepaone: un paese che paga l’assenza di rappresentanti forti, autorevoli, capaci di negoziare con efficacia e determinazione gli interessi della comunità. “Un’opera tanto attesa e tanto importante – ribadisce – avrebbe meritato una concertazione ben più autorevole, non un accontentarsi di ciò che viene concesso”.

A rafforzare le polemiche la prospettiva di un’estate in cui non si fa al momento accenno alla possibilità di riaprire entrambe le corsie su via Nazionale. Da qui le domande, dal forte valore politico, che riecheggiano come in un manifesto elettorale: “i sindaci precedenti, da Galati a Froio, che si sono sempre battuti per ottenere due sottopassi, erano forse meno capaci o meno lungimiranti? Com’è possibile che nessuno degli attuali amministratori si sia posto una domanda elementare che, invece, ogni cittadino di buon senso si pone? Perché da Catanzaro Lido a Guardavalle tutti i comuni hanno ottenuto almeno due sottopassi carrabili e Montepaone no?”.

Una presa di posizione dura, che trasforma il sottopasso ferroviario in uno dei temi centrali dello scontro politico alle porte.
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