Minacce, tentati omicidi e criminalità, Catanzaro, Crotone e Vibo ai primi posti in classifica. L’associazione Cam Gaia: “A fianco delle vittime… non siete sole”

“Catanzaro è la provincia con l’indice di criminalità più elevato. I dati, che prendono in esame il numero di denunce del 2023, hanno come fonte una dettagliata indagine pubblicata dal Sole24Ore e si riferiscono al Distretto giudiziario catanzarese che comprende quattro delle cinque province calabresi con la sola esclusione di Reggio Calabria. Catanzaro e la sua provincia occupa in Italia il secondo posto per omicidi colposi, il sesto per incendi, il settimo per incendi boschivi, l’ottavo per le minacce”. L’ associazione catanzarese Cam Gaia, che supporta a 360 gradi le vittime di reato, fornendo loro assistenza di carattere sociale, legale e psicologico, traccia un bilancio sugli illeciti in danno alla personacommessi su scala regionale, puntando i riflettori sull’importanza della denuncia, sfatando il mito di una giustizia ‘tartaruga’: “Offriamo un’immediata soluzione alla domanda di giustizia, garantendo sostegno sia ai vissuti emozionali che ai bisogni materiali delle vittime di reato” che possono contare su una equipe specializzata, capace di fornire informazioni e assistenza sui loro diritti, sui servizi specialistici di settore, un gruppo qualificato presente prima, durante la denuncia-querela e per un congruo periodo di tempo dopo il procedimento penale. “La provincia di Vibo, è prima in Italia per minacce, quarta per percosse e tentati omicidi, ottava per omicidi volontari consumati, mentre Crotone è prima per tentati omicidi, incendi e incendi boschi, terza per minacce. La piaga degli incendi boschivi si fa sentire a Cosenza e provincia con un secondo posto complessivo e un terzo per gli incendi”. Sono dati allarmanti quelli analizzati dall’ associazione Cam Gaia, che prende in esame anche i dati forniti dagli uffici dell’esecuzione penale esterna, dati aggiornati al 31 gennaio del 2024, rilevando che sono quasi 135mila le persone prese in carico (88,7% maschi e 11,3% donne) e nei loro confronti per 86.340 casi (64%) è stata adottata una misura, mentre sono sotto indagine 48.652 soggetti pari al 36%. Variegata la mappa dei servizi sociali per i minorenni. I dati riferiti al 2023 sono forniti dal sistema informativa dei servizi minorili e registrano la presa in carica di 21.788 soggetti, di cui quasi 5mila sono stranieri e quasi 17mila italiani. Nell’area penale 6592 sono messi alla prova, 661 ai domiciliari, 590 soggetti a misure penali nelle comunità o alternative alla detenzione, 20 a sanzioni sostitutive, 4 a pene sostitutive e 108 a misure di sicurezza. Di questi 199 hanno meno di 14 anni e il numero dei minorenni in carico agli uffici di servizio sociale è superiore con l’avvicinarsi alla maggiore età. I giovani adulti (ovvero quelli che hanno 18 anni) sono quasi 6mila.“Chi denuncia non deve sentirsi solo, non deve avere paura, abbiamo mezzi e strumenti per aiutare le vittime di reato, che seguiamo quotidianamente.  Stiamo portando avanti con ottimi risultati il Progetto “La Forza delle parole”, della Regione Calabria, realizzato con il contributo del Dipartimento per gli Affari di Giustizia-Ministero di Giustizia, con l’attivazione gratuita di punti di ascolto, abbiamo aperto tre sportelli, a Vibo, Cosenza e Crotone e ci prendiamo cura della persona che ha subito eventi traumatici, vissuto storie molte dolorose, offrendole uno spazio dove trovare rifugio e calore”. 

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