Le guerre cambiano nome, cambiano i confini, cambiano le ragioni, ma non le vittime che restano sempre le stesse. Sono le donne, i bambini, i civili. È da questa riflessione che nasce “Le Troiane – Le voci delle vinte”, la nuova produzione di Spazio Scenico, presentata nella sala consiliare del Comune di Soverato e in programma il 3 e 4 agosto all’anfiteatro comunale. Non una semplice rappresentazione di Euripide, ma una rilettura contemporanea capace di trasformare un classico della tragedia greca in un potente manifesto contro ogni conflitto. Un progetto che coinvolge oltre cento persone tra attori, musicisti, costumisti, scenografi e tecnici, frutto di un lavoro durato mesi e interamente sostenuto dall’associazione. Ad aprire la conferenza stampa è stato il vicesindaco Emanuele Amoruso, che ha ricordato la crescita di Spazio Scenico e il ruolo che la compagnia ha assunto nella vita culturale della città. “Quando Spazio Scenico è entrato nel Teatro Comunale c’erano paure e timori. Oggi la risposta della città dimostra quanto ci sia bisogno di cultura. Costruire una piazza è importante, ma riempirla di contenuti lo è ancora di più. Vedere crescere questi ragazzi, accompagnarli fino alle accademie di teatro, è il risultato più bello. Anche durante il Covid non si sono fermati. Questo spettacolo non è soltanto un evento: è un’opera pubblica costruita attraverso la cultura”.
Un pensiero condiviso dal regista Franco Procopio, che con Le Troiane conclude simbolicamente un decennio di lavoro con molti dei giovani attori oggi impegnati nelle accademie nazionali.
“È stato un anno particolare. Alcuni dei ragazzi con cui abbiamo iniziato questo percorso oggi studiano a Roma e Napoli. È una soddisfazione enorme”.
Ma il cuore dello spettacolo è soprattutto il suo messaggio.
“I Greci avevano già raccontato tutto. Le Troiane parla di una guerra inutile. Oggi ci sono il petrolio, gli interessi economici, il potere, ma a pagare continuano a essere persone innocenti”.
Per questo Procopio ha scelto di riscrivere alcuni passaggi dell’opera, dando voce a chi nella storia non compare mai.
“Conosciamo sempre i nomi dei re, degli imperatori e dei potenti. Non conosciamo mai quelli di chi subisce le loro decisioni. Ho voluto dare voce alle donne del coro, alle donne del popolo, perché sono loro la vera umanità dimenticata”.
Una scelta che rende il teatro uno strumento di riflessione civile.
“Forse non cambieremo il mondo, ma possiamo educare alla consapevolezza. Oggi la guerra rischia di essere raccontata come qualcosa di inevitabile. Noi vogliamo ricordare che appartiene soltanto a chi desidera il potere”.
Lo stesso linguaggio attraversa i costumi ideati da Mariella Bruzzese, costruiti intorno a un concetto tanto semplice quanto potente: la perdita.
“Ho lavorato sulla destrutturazione. Le protagoniste perdono tutto: la dignità, la patria, gli affetti, il futuro. Per questo i costumi sono fatti di strati che vengono via progressivamente, fino a lasciare soltanto il corpo e il dolore”.
Per la costumista le protagoniste di Euripide non appartengono al passato.
“Ecuba, Cassandra e le altre sono le donne di oggi. Vorrei che il pubblico percepisse il loro dolore ancora prima che inizino a parlare”.
A rendere ancora più attuale il racconto sarà anche la colonna sonora originale firmata dal compositore Igor Gullà.
“Con Franco lavoriamo insieme da tanti anni e il mio compito è tradurre in musica la sua idea di spettacolo. Abbiamo scelto sonorità contemporanee, unendo strumenti classici e sintetizzatori elettronici, senza perdere il respiro epico della tragedia”.
Un lavoro che continua fino agli ultimi giorni di prove.
“La musica nasce dal testo, ma prende davvero forma sul palcoscenico. Durante le prove cambia continuamente, si lascia ispirare dalle interpretazioni dei ragazzi. È il momento più emozionante del processo creativo”.
Con “Le Troiane – Le voci delle vinte”, Spazio Scenico non propone soltanto uno spettacolo teatrale. Porta in scena una domanda che attraversa i secoli e arriva fino ai nostri giorni: chi racconta la storia di chi perde? Per due sere, il 3 e il 4 agosto, sarà il teatro a dare voce a quelle donne rimaste troppo a lungo in silenzio.




