Alla fine, come accade ogni anno, è arrivata la Befana. Non in punta di piedi, ma con il suo carico di sorrisi, colori e quella saggezza popolare che serve a ricordarci che le feste, per quanto belle, hanno sempre una fine. A Soverato l’Epifania ha fatto il suo dovere fino in fondo: ha chiuso il Natale e, nello stesso tempo, lo ha salutato nel modo più gentile possibile. Per settimane la città si è lasciata accendere da luci, musica e piccoli rituali collettivi. Poi, nell’ultima sera, tutto si è ricomposto in una festa che aveva il sapore del bilancio e dell’abbraccio finale. Sul palco Lino Gerace a tenere insieme i fili della serata, i “Sognattori” a ricordare che senza un po’ di leggerezza non si va lontano e Nicola Squillace, da Sanremo Giovani, a Soverato per portare un frammento di futuro in mezzo alla tradizione.
La Befana, che “tutte le feste porta via”, qui ha fatto qualcosa in più: ha lasciato la sensazione di una città viva, capace di ritrovarsi attorno a un palco, a una canzone, a un sorriso condiviso.










