La scossa è stata registrata dall’INGV alle 00:12:35 ora italiana del 2 giugno 2026 (22:12:35 UTC del 1° giugno) e localizzata dalla Sala Sismica di Roma. L’epicentro è stato individuato nel tratto di mare antistante la costa tirrenica calabrese, a coordinate 39.1550 di latitudine e 15.8210 di longitudine, a una profondità di 250 chilometri.
Una caratteristica, quest’ultima, che ha contribuito a limitare gli effetti in superficie. Sebbene la magnitudo sia stata significativa, la notevole profondità dell’ipocentro ha attenuato l’impatto del sisma sulle aree abitate.
L’evento è stato chiaramente avvertito in numerose località della Calabria e anche in diverse zone del Sud Italia, generando apprensione tra la popolazione. Molti cittadini hanno segnalato sui social network una lunga oscillazione percepita soprattutto ai piani alti degli edifici.
Non risultano comuni italiani entro 20 chilometri dall’epicentro, situato in mare aperto. Tra i centri urbani più vicini figurano Cosenza, distante circa 41 chilometri a ovest, Lamezia Terme a 48 chilometri e Catanzaro a circa 72 chilometri.
Immediatamente dopo la scossa sono scattate le verifiche dei sistemi di protezione civile e dei Vigili del Fuoco. Le squadre hanno monitorato il territorio senza rilevare criticità. Proprio i Vigili del Fuoco hanno confermato che non si registrano danni a edifici, infrastrutture o persone.
Gli esperti sottolineano come i terremoti profondi, pur potendo essere percepiti su aree molto vaste, tendano generalmente a provocare conseguenze meno gravi rispetto ai sismi superficiali della stessa magnitudo. L’evento resta comunque tra i più energetici registrati negli ultimi tempi nel settore tirrenico della Calabria.
La situazione continua a essere monitorata dagli specialisti dell’INGV, mentre l’esito delle prime verifiche consente di rassicurare la popolazione: tanta paura nella notte, ma nessuna conseguenza significativa sul territorio.




