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Calabria Film Commission, Alecci : “La nomina del Direttore desta più di una perplessità”

Il recente Avviso Pubblico per la nomina del Direttore della Fondazione Calabria Film Commission desta più di una perplessità. Sebbene sia consentito che la scelta venga fatta personalmente dal Presidente della Regione Roberto Occhiuto, l’importanza del ruolo, la consistenza delle economie gestite, il passato a dir poco “chiacchierato” della Fondazione, a mio avviso, avrebbero richiesto scelte e procedure ben diverse.

Basta leggere il Bando per capire come per la scelta finale della nomina del manager non sia prevista nessuna commissione indipendente di valutazione, nessun confronto tra curricula, nessun colloquio, nessuna graduatoria, nessuna verifica sul merito. Tutto si riduce a una nomina fiduciaria mascherata da selezione. Tale procedura sarebbe già inadeguata se si trattasse di collaboratori o consulenti in settori specialistici come questo, figuriamoci se si deve selezionare la figura che avrà la più alta responsabilità gestionale della Fondazione.

I requisiti richiesti nel bando sono talmente generici (basta una laurea, appunto, generica!) da escludere, di fatto, un criterio fondamentale: la competenza nel settore audiovisivo e nella gestione di risorse culturali. E’ vero che spesso nelle amministrazioni pubbliche ruoli di questo tipo vengono affidati a soggetti dotati di capacità manageriali o gestionali, ma è chiaro come la figura del Direttore della Calabria Film Commission non possa prescindere dal possesso di una comprovata esperienza nel settore. La Fondazione amministra consistenti fondi pubblici, definisce strategie di promozione culturale del territorio calabrese, incide sull’immagine della regione. Eppure per guidarla, a leggere l’avviso, non si richiede alcuna esperienza specifica in materia.

Vorremmo davvero che si trattasse di una svista ma temiamo che sia una precisa volontà.
Il tempo di soli 15 giorni per presentare le candidature completa il quadro, quasi sia irrilevante attrarre professionalità qualificate. La Calabria Film Commission non può essere un presidio di gestione politica. Deve essere, invece, uno strumento decisivo di crescita capace di produrre qualità, posti di lavoro, prospettive.

Dopo le recenti vicende legate alla gestione della Fondazione che hanno, purtroppo, avuto anche risonanza nazionale, ci saremmo aspettati maggiore attenzione e maggiore trasparenza nelle procedure. Per tali motivi, nell’interesse dei cittadini calabresi chiedo la sospensione immediata dell’Avviso Pubblico.
Chiedo, altresì, l’istituzione di una commissione tecnica realmente indipendente che possa valutare i curricula e le competenze di chi si candida a dirigere la Fondazione, nonché l’introduzione di criteri chiari e verificabili di valutazione.
L’obbligo di requisiti professionali specifici nel settore audiovisivo e gestionale dovrebbe essere il punto cardine della valutazione, visto il ruolo apicale oggetto dell’avviso.
La Calabria Film Commission non è una casella da occupare, né una rendita da distribuire, merita professionalità ed indipendenza.

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