Autismo: in Cittadella si lavora ad un Piano regionale “con al centro persona e famiglie”

Autismo, un piano regionale equo, sostenibile e realmente rispondente ai veri e reali bisogni delle persone; non calato dall’alto, ma costruito attraverso l’ascolto ed il confronto con le famiglie, le associazioni, gli operatori che operano sui territori e che rappresentano un patrimonio di conoscenza preziosa e insostituibile della realtà quotidiana. Un vero e proprio cambio di paradigma rispetto al passato, attraverso la vera novità che sarà l’integrazione dell’assistenza socio-sanitaria. Già dai primi di gennaio 2026 partirà il coordinamento per arrivare a questo Piano che rappresenterà una svolta per la presa in carico globale della persona con il coinvolgimento di tutti gli attori, dalla scuola al territorio in termini di inclusione.

È quanto ha spiegato l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, nel corso dell’incontro ospitato nella Sala Blu Turchese della Cittadella Regionale sul Fondo unico per l’inclusione 2025, con specifico riferimento ai progetti dedicati ai disturbi del neuro-sviluppo e dello spettro autistico.

L’iniziativa di confronto, che ha fatto registrare numerosi interventi, definiti dall’assessore contributi preziosi ed importanti sulla necessità di colmare l’assenza di dati e di una mappatura reale, a fronte di tutti gli strumenti da mettere in campo, si è tenuto alla presenza tra gli altri, dei dirigenti dell’UOA e del Settore 1 (Immigrazione, nuove marginalità e inclusione sociale, centro antidiscriminazione, contrasto alla povertà, famiglia e terzo settore, volontariato e servizio civile), Saveria Cristiano e Cosimo Cuomo e del subcommissario alla Sanità della Regione, Ernesto Esposito che complimentandosi per l’assunzione di responsabilità e l’impegno messo in campo dalla Straface ha definito il progetto come ambizioso, anzi uno dei più importanti, sia dal punto di vista sanitario che socio-sanitario.

“Oggi – ha aggiunto l’assessore, ribadendo come l’iniziativa sia stata condivisa col Presidente Roberto Occhiuto la cui attenzione sulla questione è massima – dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che nella nostra Regione mancano alcuni elementi essenziali di una vera programmazione. Manca un’analisi strutturata del fabbisogno territoriale; persistono forti disuguaglianze tra aree della Calabria; manca una raccolta sistematica dei dati sui servizi, sulle persone e sui bisogni reali. Le liste d’attesa sono troppo lunghe, il carico assistenziale grava in modo eccessivo sulle famiglie e risultano particolarmente carenti i servizi nella delicata fase di transizione dall’adolescenza all’età adulta”.

“A tutto questo si aggiunge una frammentazione delle risorse, che – ha scandito la Straface – è incompatibile con qualsiasi visione e logica di seria programmazione e anzi tutto di risposte concrete alle reali necessità delle famiglie: interventi, finanziamenti e progettualità spesso non dialogano tra loro e non sono inseriti in una visione organica. È evidente che senza una programmazione unitaria rischiamo di disperdere risorse e soprattutto – ha insistito – di non garantire risposte efficaci. Manca inoltre un sistema strutturato di monitoraggio: non possiamo migliorare ciò che non misuriamo. Un Piano regionale per l’autismo deve prevedere obiettivi chiari, indicatori di risultato e un monitoraggio continuo nel tempo. Per tutte queste ragioni ritengo che l’integrazione socio-sanitaria rappresenti e dovrà essere la differenza rispetto a ieri ed il pilastro fondamentale della nuova programmazione sull’autismo sulla quale la Regione Calabria potrà e saprà distinguersi, con il contributo sinergico di tutti gli attori istituzionali e del Terzo Settore che – ha chiosato – resta in vetta alle attenzioni dell’azione del governo regionale”.

“Perché l’autismo – ha ribadito l’assessore Straface – non è solo una questione sanitaria né solo sociale: riguarda il progetto di vita della persona lungo tutto l’arco della vita. Attraverso l’integrazione socio-sanitaria possiamo prevedere: una presa in carico globale e continua; il coordinamento tra servizi sanitari, servizi sociali, scuola e territorio; il rafforzamento dei percorsi di transizione; il sostegno concreto alle famiglie; l’utilizzo di strumenti come il progetto individuale e il budget di salute”.

In questa prospettiva è indispensabile istituire e rendere operativo un Tavolo regionale permanente sull’autismo, che coinvolga Regione, ASP, Comuni, associazioni, Terzo Settore e mondo della scuola, con funzioni di indirizzo, monitoraggio e valutazione. È altrettanto necessario attivare un Registro regionale dell’autismo, nel rispetto della normativa sulla privacy, per conoscere i dati reali, programmare in modo appropriato e ridurre le disuguaglianze territoriali. Dobbiamo costruire una vera rete territoriale che coinvolga pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, istituzioni scolastiche, enti del Terzo Settore, centri diagnostici e servizi specialistici, affinché nessuna persona e nessuna famiglia restino sole.

Rispetto, infine, a quello che è stato definito, in tutti gli interventi, come il grave vuoto normativo nazionale sui disturbi dello spettro autistico soprattutto dei maggiorenni (l’epidemiologia dell’autismo in età adulta non è stata sufficientemente indagata e spesso si basa su stime che riflettono i dati di letteratura provenienti dagli studi sull’infanzia) l’Assessore Straface, nel suo ruolo di presidente della commissione nazionale per le politiche sociali ha annunciato di voler portare in questa sede l’esigenza di colmare questo gap, dalle pesantissime conseguenze sulle famiglie e fonte di disagi ed iniquità sociali.

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