Notte Azzurra a Montepaone; il gusto fa il pieno nella seconda serata (fotogallery)

Se la prima serata era stata un assaggio, la seconda ha decisamente alzato il ritmo. Nella Notte Azzurra di Montepaone cambia il registro culinario, cresce il pubblico e il lungomare si trasforma in una lunga tavola a cielo aperto dove il pesce resta il filo conduttore, ma la Calabria finisce per raccontarsi quasi tutta, un boccone dopo l’altro.

Ancora più numerose le presenze che hanno affollato le vie adiacenti Piazza San Francesco di Paola e l’area della manifestazione. Davanti agli stand e ai food truck si avvicendano ricette, profumi e preparazioni differenti. C’è chi frigge, chi farcisce, chi recupera una ricetta della memoria e chi prova a dare una veste contemporanea ai prodotti della tradizione. Il risultato è un percorso gastronomico popolare nel senso migliore del termine: immediato, conviviale, senza troppe sovrastrutture. Il protagonista dichiarato resta il pesce azzurro, una definizione che non identifica una singola specie ma una famiglia gastronomica accomunata dalla tipica colorazione del dorso e dalla forte presenza nella cucina mediterranea. Alici, sarde, sgombri sono stati per generazioni il pesce delle famiglie e dei pescatori, quello che arrivava sulle tavole delle comunità costiere senza bisogno di grandi elaborazioni. Fritto, marinato, conservato sotto sale o utilizzato per insaporire preparazioni semplici: un alimento considerato un tempo “povero” che oggi viene riscoperto per il suo valore nutrizionale e per quella capacità, sempre più rara, di raccontare immediatamente un territorio.

Ed è proprio attorno a questa memoria del mare che la Notte Azzurra costruisce la sua identità. Il pescato dello Ionio incontra le crespelle, le fritture, i panini, il morsello e le altre specialità che arrivano dall’entroterra. Poi il viaggio supera persino i confini regionali, perché lo street food, quando funziona, è anche contaminazione e curiosità.Si passa così dal mare alla montagna, dalle ricette calabresi a incursioni provenienti da altre tradizioni, in una sorta di giro della Calabria  e non solo da compiere senza mai abbandonare la piazza. È forse questo uno degli aspetti più riusciti della manifestazione: non pretendere di trasformare il cibo di strada in alta cucina, ma restituirgli la sua funzione più autentica, quella di mettere insieme persone, territori e storie.

E nella seconda serata il racconto gastronomico ha trovato anche la sua colonna sonora e, soprattutto, molte risate. Enzo Colacino, mattatore della serata, ha portato sul palco il suo cabaret fatto di osservazioni, personaggi e quella calabresità capace di riconoscersi nei piccoli rituali quotidiani, compresi quelli che inevitabilmente finiscono attorno a una tavola.

Alla musica, invece, il compito di cambiare atmosfera con i Raccontando Mango, tribute band dedicata al cantautore lucano, che ha riportato sul palco sonorità e brani legati a una delle voci più riconoscibili della musica italiana.

Cibo, comicità e musica finiscono così per comporre la stessa fotografia: una piazza gremita e un evento che nella seconda serata richiama ancora più gente. Ma soprattutto una manifestazione che prova a ricordare una cosa semplice: dietro un’alice fritta, una crespella o una ricetta tramandata per generazioni può esserci molto più di uno spuntino. Può esserci la storia di un territorio che continua a raccontarsi attraverso ciò che mette nel piatto.

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