Soverato 51 volte contro la stessa opera: windowsea dice basta e la porta via

Cinquantuno volte in due anni: è questo il numero che trasforma una storia di vandalismo in qualcosa di più. Perché un’opera può essere danneggiata una volta, forse due, e si può parlare dell’inciviltà di qualcuno, ma quando accade 51 volte e per 51 volte qualcuno torna a ripararla, la domanda inevitabilmente cambia: quanto può resistere chi prova a costruire qualcosa prima di arrendersi all’idea che nessuno riuscirà a proteggerla?
A Soverato a dire basta sono stati i ragazzi di windowsea, autori dell’installazione “Someday you will find me”, diventata negli anni uno degli elementi riconoscibili del lungomare cittadino. Dopo l’ennesimo danneggiamento hanno mantenuto una promessa che si erano fatti già l’ultima volta: se fosse successo ancora, l’avrebbero smontata e riportata a casa. È successo e adesso l’opera va via.
Non è stata una decisione presa sull’onda della rabbia dell’ultimo episodio, dietro ci sono due anni durante i quali, raccontano, sono intervenuti personalmente 51 volte, utilizzando tempo, lavoro e risorse proprie per rimettere insieme ciò che altri avevano distrutto. Ogni volta una riparazione e la speranza che fosse l’ultima. Non lo è mai stata.

La vicenda è stata denunciata più volte ai carabinieri della compagnia di Soverato e al Comune al quale l’opera era stata donata, ma nulla si è mosso e dinanzi l’assenza di risposte concrete è arrivata la decisione di rimuovere l’opera.


“Dopo due anni e 51 danneggiamenti- spiegano gli installatori- dobbiamo prendere atto dell’assenza di una risposta concreta, soprattutto da parte di chi ha il compito di amministrare e tutelare il patrimonio della comunità.
Per questo oggi la smontiamo.
Non è una resa. E, soprattutto, non è un gesto contro Soverato, città nella quale continuiamo a credere e per la quale abbiamo realizzato quest’opera. È semplicemente la conseguenza di una situazione che, dopo aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità, non possiamo più sostenere da soli. A settembre valuteremo se riportarla al suo posto. Ci auguriamo che, insieme all’opera, possa allora tornare anche una diversa consapevolezza: ciò che viene donato alla città non va soltanto accolto. Va rispettato, custodito e protetto.
Noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Cinquantuno volte. Fino in fondo. Ora ci aspettiamo che anche chi amministra la res publica faccia la propria”.

Sul lungomare, intanto, resterà uno spazio vuoto. Potrebbe durare soltanto qualche settimana ma racconta già una storia che Soverato farebbe bene a non liquidare come l’ennesima bravata estiva.
Perché 51 volte non sono più un episodio ma un problema. e dal cinquantaduesimo sarebbe difficile sostenere di non averlo visto arrivare.

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