Kevin Spacey non ha scelto il cinema per parlare del proprio passato. Ha scelto una parola: sguardo. È attorno a questo concetto che si è sviluppato il discorso con cui l’attore americano ha ricevuto la colonna d’oro del Magna Graecia Film Festival, trasformando una semplice cerimonia di premiazione in una riflessione sul rapporto tra immagine, verità e capacità di osservare oltre la superficie. Il racconto parte dall’infanzia e assume subito i contorni di una sceneggiatura. «Quando avevo appena otto anni i miei genitori sapevano già che volevo diventare un attore. Mio padre pensava fosse un’idea piuttosto sciocca. Ogni volta che iniziava a farmi la predica, dicendomi che avrei dovuto trovarmi un lavoro vero, mia madre lo interrompeva e gli diceva: “Stai zitto, un giorno vincerà degli Oscar”. Mia madre credeva così tanto in me che ogni tanto mi portava in cucina e mi metteva in mano una bottiglia di ketchup. Avete presente quelle che si usano per condire le patatine fritte? Con quella bottiglia mi insegnava come si accetta un Oscar. Mi faceva provare il discorso di ringraziamento, come se fossi davvero sul palco. È stato proprio grazie a lei che ho imparato ad accogliere un premio nel modo giusto, proprio come quello che mi state consegnando questa sera». Il cuore del suo discorso arriva quando Spacey richiama American Beauty, il film che nel 2000 gli valse l’Oscar come miglior attore protagonista. «Ricordo sempre il manifesto di American Beauty. Sotto il titolo c’era una frase che oggi, per me, ha un significato ancora più profondo di quanto ne avesse quando realizzammo quel film. Era una frase molto semplice: American Beauty. E sotto, soltanto due parole: “Look closer”. Guarda più da vicino. Ho imparato che questo esercizio, quello di guardare più attentamente, è qualcosa che troppo spesso trascuriamo. E invece dovremmo prenderci il tempo, quando possiamo, di osservare un po’ più da vicino. Non dovremmo limitarci ad accettare ciò che viene detto su qualcosa o su qualcuno. Dovremmo trovare il tempo per farci un’opinione da soli, con curiosità, con gratitudine e con pazienza. Guardate più da vicino. Penso che capirete perché queste parole descrivano davvero dove mi trovo oggi, ciò su cui sono concentrato e come mi sento in questo momento. Spero che possano abbracciare anche voi e darvi forza, proprio come hanno fatto con me». Spacey Conclude il suo intervento affidando al pubblico cinque parole che, più che uno slogan, sembrano una dichiarazione d’intenti: «Recuperare. Riparare. Restaurare. Rinascere. Rinnovarsi».




