Beni confiscati, Bruno: “Serve una rete istituzionale a sostegno dei sindaci”

«I Comuni non possono essere lasciati soli nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata: restituirli rapidamente ai cittadini significa colpire davvero il potere delle mafie». È questo il messaggio lanciato dal vicepresidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, Enzo Bruno, intervenendo nel corso dei lavori di oggi dedicati all’audizione dell’assessore regionale alla Legalità, Sicurezza e Valorizzazione dei beni confiscati, Antonio Montuoro.

«La legge Rognoni-La Torre ha rappresentato una svolta storica perché ha introdotto un principio fondamentale: per combattere le mafie bisogna seguire il denaro e confiscare i patrimoni costruiti attraverso le attività criminali. Tuttavia, dopo oltre quarant’anni, dobbiamo riconoscere che quella norma ha funzionato solo in parte. Troppo spesso i beni vengono confiscati, ma non arrivano realmente a essere restituiti alle comunità, oppure vengono assegnati ai Comuni senza che questi abbiano gli strumenti necessari per gestirli», ha detto il vice presidente Bruno.

Il capogruppo di Tridico Presidente ha, quindi, richiamato la necessità di un maggiore sostegno agli enti locali: «Sono soprattutto i piccoli Comuni a vivere le maggiori difficoltà. In territori dove il peso della criminalità organizzata continua a farsi sentire, i sindaci non possono essere lasciati soli. Serve una rete istituzionale che coinvolga Regione, Prefetture, Agenzia nazionale per i beni confiscati e Governo, affinché gli amministratori possano svolgere il loro ruolo senza subire pressioni o intimidazioni. La valorizzazione dei beni confiscati è una delle forme più concrete ed efficaci di contrasto alle mafie».

Il vicepresidente della Commissione ha poi richiamato il caso di Scordovillo, a Lamezia Terme. «Su vicende così complesse è indispensabile il pieno coinvolgimento dei sindaci. Non è una questione di appartenenza politica – ha detto ancora – né di difesa dei confini comunali, ma di costruire un dialogo istituzionale che consenta di trovare le soluzioni migliori. Operazioni di questa portata si realizzano soltanto se tutte le istituzioni lavorano insieme».

Bruno ha anche indicato una possibile strada per favorire il superamento del campo rom: «A Lamezia esistono immobili confiscati alla criminalità organizzata che potrebbero rappresentare una risposta abitativa, evitando di sradicare le famiglie dal proprio contesto sociale. Sono opportunità che vanno valutate e condivise con gli enti locali».

In conclusione, il vice presidente Bruno ha ribadito il ruolo della Commissione: «La presenza dell’assessore Montuoro ai nostri lavori dimostra l’attenzione della Regione su un tema strategico. Come Commissione continueremo a lavorare per rafforzare la collaborazione tra tutte le istituzioni, perché la lotta alla ‘ndrangheta passa anche dalla capacità dello Stato di trasformare i beni sottratti alle cosche in strumenti di sviluppo, inclusione e riscatto sociale. È il modo migliore per onorare la memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita nella battaglia contro la mafia».

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