Montepaone, cambio d’appalto rifiuti: la Corte ribalta la sentenza

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza nei cambi di appalto nel settore dell’igiene urbana. La Corte d’Appello di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato da una lavoratrice assistita dagli avvocati Matteo e Vincenzo Caridi, ribaltando integralmente la decisione del Tribunale e riconoscendo il diritto della lavoratrice ad essere assunta dalla società Eco Servizi Srl, subentrata nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti nei Comuni di Montepaone e Gasperina.

Una pronuncia che riporta al centro il tema della tutela dei lavoratori nei cambi di gestione degli appalti pubblici e che chiarisce la portata della cosiddetta “clausola sociale”, prevista dalla normativa e recepita anche nel capitolato speciale dell’affidamento del servizio.

La vicenda prende avvio nel dicembre 2020, quando Eco Servizi subentra alla Mea Srl nella gestione della raccolta dei rifiuti. L’impiegata amministrativa con mansioni di segreteria alle dipendenze della precedente società dal 2014, rivendica il diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro sostenendo che il nuovo gestore fosse obbligato ad assumerla applicando il contratto collettivo Fise Assoambiente, come previsto dall’articolo 17 del capitolato speciale d’appalto e dall’articolo 6 del contratto nazionale di settore.

In primo grado, però, il Tribunale di Catanzaro aveva respinto il ricorso. Secondo il giudice, la lavoratrice aveva rifiutato senza valide ragioni la proposta di assunzione avanzata da Eco Servizi con il contratto Multiservizi, lo stesso applicato durante il precedente rapporto con Mea. Da qui il rigetto delle richieste di assunzione e di risarcimento.

Una lettura che la Corte d’Appello ha completamente ribaltato. Nelle motivazioni i giudici evidenziano come il capitolato imponesse all’impresa subentrante l’assunzione di tutto il personale impiegato nell’appalto, applicando il contratto Fise Assoambiente. Per la Corte non sussistono le distinzioni operate nella sentenza di primo grado tra personale amministrativo e addetti operativi, poiché il vincolo assunto dall’azienda riguarda l’intero personale impegnato nel servizio.

Da qui la riforma della decisione del Tribunale e la condanna di Eco Servizi ad assumere la lavoratrice con contratto a tempo pieno e indeterminato, inquadrata al terzo livello del CCNL Fise Assoambiente, con decorrenza retroattiva dal 5 dicembre 2020. La società dovrà inoltre regolarizzare la posizione assicurativa e previdenziale della lavoratrice per tutto il periodo interessato.

La Corte affronta anche il profilo economico della controversia, richiamando un recente orientamento della Corte di Cassazione. Alla lavoratrice viene riconosciuto il diritto al risarcimento del danno, calcolato sulle retribuzioni che avrebbe percepito se fosse stata tempestivamente assunta. Dall’importo dovranno però essere sottratte le somme incassate dal marzo 2021, quando la stessa aveva ripreso a lavorare alle dipendenze della Mea Srl.

Oltre a riconoscere il diritto all’assunzione e al risarcimento, la Corte d’Appello ha condannato Eco Servizi anche al pagamento delle spese legali di entrambi i gradi di giudizio. Una decisione che va oltre il singolo caso e offre un’importante interpretazione delle clausole sociali nei cambi di appalto, riaffermando la centralità delle garanzie occupazionali previste nei servizi pubblici e fornendo un precedente destinato a essere richiamato in controversie analoghe.

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