Si è svolto ieri, nella sala oro della Cittadella regionale, il workshop dedicato alla presentazione dei risultati e dei futuri sviluppi dei progetti internazionali Closer e Even-Closer, entrambi finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito dello strumento I3 per il supporto allo scaling-up tecnologico interregionale.
L’incontro, moderato con competenza da Caterina Loddo, dirigente del Settore Innovazione della Regione Calabria, ha visto un confronto tecnico e istituzionale di alto profilo.
Ad aprire l’appuntamento, il direttore generale del Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree produttive della Regione Calabria, Fortunato Varone che, nel porgere i saluti dell’assessore al ramo Giovanni Calabrese, ha evidenziato come il territorio calabrese stia diventando un laboratorio d’avanguardia per l’estrazione mineraria urbana: “Con i progetti Closer e Even-Closer, la Calabria diventa protagonista della rivoluzione industriale verde in Europa. Recuperare materiali critici dai rifiuti elettronici significa trasformare uno scarto in una risorsa strategica, garantendo alle nostre imprese un posto in prima fila nei mercati del futuro, dall’automotive al fotovoltaico. Il nostro obiettivo è chiaro: fare della Calabria un hub europeo dell’economia circolare. Un traguardo così ambizioso non sarebbe possibile senza un grande sforzo collettivo. Per questo, voglio ringraziare sentitamente tutto il team del Dipartimento, i partner accademici e le aziende che hanno lavorato e continuano a lavorare con dedizione a questi progetti. È grazie a questa sinergia tra istituzioni, ricerca e industria che stiamo costruendo una Calabria più innovativa, sostenibile e competitiva.”
Il progetto Closer, giunto a metà del suo percorso di 18 mesi, ha già segnato traguardi straordinari che posizionano la Calabria al centro di una rete paneuropea composta da 32 partner. Ad oggi, il consorzio ha implementato con successo un network aziendale per la logistica inversa, permettendo il reinserimento di prodotti a fine vita nel ciclo produttivo tramite il disassemblaggio selettivo di display Lcd e pannelli fotovoltaici. La tecnologia ha fatto passi da gigante con lo sviluppo di sistemi di diagnostica avanzata per la caratterizzazione delle materie prime critiche e la creazione della prima fase del Digital Product Passport, uno strumento essenziale per la tracciabilità delle componenti recuperate.
Parallelamente, il progetto Even-Closer proietta questa visione verso settori ancora più ampi, coinvolgendo la difesa e l’industria pesante nella sfida della riparabilità e del riciclo del silicio. Gli interventi scientifici di Sofia Ubaldi per l’Università Tor Vergata e di Stefano Curcio dell’Università della Calabria, coordinatore del progetto Even Closer hanno illustrato come la ricerca accademica si stia traducendo in applicazioni industriali concrete, supportate da realtà locali d’eccellenza come Ecosistem e Hts.
Nella parte finale Carlo Polidori di Veltha ha evidenziato come il coinvolgimento delle imprese locali dovrà essere sempre più stimolato dall’Amministrazione regionale per coinvolgere il territorio nelle nuove catene di valore.
La giornata si è conclusa con una prospettiva entusiasmante per la seconda fase del progetto, che vedrà la realizzazione pratica di wafer di silicio derivanti da materia prima seconda e il test funzionale di schede elettroniche ricostituite. Questo percorso non solo riduce la dipendenza dell’Europa dai mercati extra-UE, ma definisce un nuovo modello di sviluppo economico per la Calabria, capace di coniugare tutela ambientale e competitività industriale globale.




