C’è una partita decisiva da giocare, ma il fischio d’inizio ancora non arriva. A Soverato resta infatti avvolta nell’incertezza la vicenda della Proloco, chiamata a eleggere un nuovo direttivo e a chiudere una lunga fase di transizione segnata da tensioni interne e da uno scontro approdato persino nelle aule di tribunale.
La recente sentenza che ha riconosciuto la legittimità dell’operato del presidente uscente, Giuseppe Chiaravalloti, sembrava aver spianato la strada verso un rapido ritorno alla normalità, ma il percorso per il rinnovo degli organi associativi si sta rivelando più complesso del previsto, senza che emergano motivazioni chiare sui ritardi accumulati.
Le fratture interne erano state superate attraverso una decisione condivisa: le dimissioni in blocco del direttivo e il passaggio della scelta ai soci, chiamati a eleggere una nuova guida. A gestire questa fase delicata è stato nominato fiduciario Franco Cervadoro, figura storica dell’associazione, dal quale si attende ora la comunicazione ufficiale della data delle elezioni. Un passaggio tutt’altro che scontato, soprattutto alla luce del forte fermento registrato nell’ultimo anno.
Sono infatti centinaia i nuovi tesserati che hanno deciso di aderire alla Proloco, segno evidente di una volontà diffusa di rilancio e di partecipazione attiva alla vita culturale e turistica della città. Un entusiasmo che rompe il silenzio degli ultimi mesi e che trova voce nelle parole di Domenico Micò, referente di un gruppo emergente che si propone come alternativa concreta all’interno dell’associazione.
Accanto a lui, figure già note nell’organizzazione di eventi cittadini come Pino Procopio, Vincenzo Serafino e Gianni Bruzzese. “Tutto è partito un paio di anni fa – racconta Micò – da un gruppo di amici e da un post su Facebook dedicato agli storici Giochi di Eutimo. Non ci aspettavamo una reazione così forte: tante persone chiedevano di riproporre iniziative di quella portata, capaci di creare entusiasmo e partecipazione.Da lì, la consapevolezza di una comunità pronta a rimettersi in gioco. Abbiamo capito che a Soverato c’era voglia di tornare a vivere certe emozioni e di costruire un’immagine positiva della città. Abbiamo pensato inizialmente a una nuova associazione, ma sarebbe stata una delle tante. La Proloco, invece, ci è sembrata lo strumento più adatto, per il suo legame con le istituzioni e per le opportunità che può offrire. L’obiettivo dichiarato è superare logiche di contrapposizione e costruire un gruppo ampio e inclusivo, capace di operare in sinergia con il Comune e valorizzare quanto già realizzato negli anni precedenti. Vogliamo partire dal lavoro svolto dal presidente uscente Chiaravalloti e fare ancora di più, diventando un supporto concreto per l’amministrazione per eventi sportivi, culturali e turistici- sottolinea Micò- un supporto operativo per fare tutto ciò di cui c’è bisogno per rilanciare fattivamente l’immagine della città”.
Un entusiasmo che si muove al di fuori delle tradizionali dinamiche associative e che vede centinaia di persone pronte a mettersi in gioco. Resta però da capire se questo gruppo sarà l’unico in campo o se emergeranno altre proposte.
Nel frattempo, il tempo scorre. Con la stagione estiva ormai alle porte, Soverato attende risposte rapide. Perché senza una guida definita, anche la programmazione rischia di restare ferma. E una città che ha dimostrato di voler ripartire non può permettersi di restare ancora a lungo in attesa.© RIPRODUZIONE RISERVATA


