C’è una domanda che da qualche giorno aleggia nel comune di Satriano: perché l’ente che dovrebbe ospitare il nuovo depuratore consortile rinuncia a guidarne la realizzazione?
È da questo interrogativo che parte l’ultima polemica politica sollevata dall’ex vicesindaco e oggi consigliere di opposizione Giuseppino Basile, che punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Massimiliano Chiaravalloti. Il caso è quello dello stallo nei lavori per la dislocazione del depuratore consortile di Soverato e per la costruzione del nuovo impianto che dovrebbe sorgere proprio nel territorio satrianese. Un’opera strategica per l’intero comprensorio e che, proprio perché prevista a Satriano, vedeva inizialmente il comune guidato da Chiaravalloti nel ruolo di capofila del procedimento. Ma qualcosa, negli ultimi mesi, è cambiato. Durante l’ultimo consiglio comunale, infatti, Basile racconta di aver notato nel Documento Unico di Programmazione alcuni riferimenti a un passaggio tutt’altro che secondario: il cambio del comune capofila. Una circostanza che fino a quel momento non era stata discussa apertamente. Alla richiesta di chiarimenti avanzata in aula, è arrivata la conferma: Satriano e Soverato hanno raggiunto un accordo che porterà quest’ultimo comune ad assumere la guida amministrativa dell’intervento. Una scelta che per Basile ha poco senso politico.
“È una questione incomprensibile – spiega – prima di tutto per la mancanza di trasparenza. Siamo venuti a conoscenza di un passaggio tutt’altro che marginale quasi incidentalmente, leggendo il DUP. Parliamo invece di una decisione che cambia completamente l’assetto amministrativo di un’opera pubblica di grande rilievo”. Il consigliere di opposizione non nasconde il sospetto che dietro la decisione ci sia soprattutto l’incapacità dell’amministrazione satrianese di gestire una partita complessa. “Far gestire a Soverato un’opera che verrà costruita a Satriano – sostiene – si spiega soltanto con l’incapacità politica e amministrativa di chi governa. O non hanno voluto portarla avanti oppure non sono stati in grado di farlo”. In consiglio comunale Basile ha quindi chiesto di fare chiarezza su più fronti. Il primo riguarda lo stato dell’iter, soprattutto alla luce del sequestro che ha interessato la vicenda.
Da qui una serie di interrogativi posti direttamente all’amministrazione a cui si chiede conto delle ragioni politiche della scelta e di quali passaggi amministrativi siano stati compiuti: “Un cambio di capofila – sottolinea Basile – non è un dettaglio tecnico. Significa rivedere rapporti istituzionali, valutare eventuali contenziosi con la ditta che ha presentato il project financing e ridefinire gli equilibri politici e amministrativi dell’intera operazione”. Il timore dell’ex vicesindaco è che questa fase di incertezza possa compromettere non solo i tempi dell’opera, ma anche gli sviluppi futuri dell’area. “Non vorrei – avverte – che si finisse per mettere a rischio la realizzazione del depuratore e, di conseguenza, anche la possibilità di liberare spazio per altri progetti importanti come quello del porto”. Basile non esclude che, con Soverato nel ruolo di guida, si possa comunque trovare una soluzione operativa. Ma la critica politica resta netta.”Magari con Soverato si riuscirà a sbloccare la situazione – conclude – ma rimane un dato politico evidente: Satriano ha rinunciato a gestire un’opera che nascerà sul proprio territorio. E questo, per noi, è il segno di una gestione segnata da incompetenza e incapacità”.
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