Ripristino misura cautelare in carcere per un elemento di spicco del clan dei “Gaglianesi”

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione ad un provvedimento di ripristino della misura cautelare in carcere, emesso dalla Seconda Sezione Penale del Tribunale Ordinario di Catanzaro, nei confronti di un soggetto sospettato di essere un elemento di spicco del clan dei “Gaglianesi”.
L’uomo, era stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 27 febbraio 2025 unitamente ad altre ventuno persone, a vario titolo gravemente indiziate di “associazione di tipo mafioso”, “estorsione”, “rapina”, “usura”, “lesioni personali”, “truffa”, “associazione per delinquere” “autoriciclaggio” e “trasferimento fraudolento di valori”, reati anche aggravati dalle finalità e/o modalità mafiose.
Il 20 marzo 2025 era stato posto in libertà su provvedimento emesso dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, al quale la locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia aveva opposto ricorso presso la Corte di Cassazione. Quest’ultima si era in seguito pronunciata con un rinvio nuovamente al Tribunale di Catanzaro che ha emesso un’ordinanza che conferma la custodia cautelare in carcere.
Analoghi provvedimenti di ripristino della custodia cautelare in carcere da parte del Tribunale di Catanzaro sono stati già eseguiti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro a settembre 2025 e gennaio 2026 nei confronti di altri due indagati, già scarcerati dal Tribunale del Riesame e tornati in carcere a seguito del ricorso in Cassazione da parte della Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia.
La complessa attività investigativa, condotta con la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata ai Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, aveva riguardato un arco temporale ampio ed era stata sviluppata prevalentemente attraverso complesse attività tecniche oltre che su riscontri connessi allo sviluppo di attività di indagine, le quali avevano permesso di delineare (nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) la gravità indiziaria circa l’operatività, fin dal 2014, della storica compagine del clan c.d. dei “Gaglianesi”, attivo nel capoluogo e dedito a una pluralità di reati contro il patrimonio e la persona, sotto l’influenza delle locali di ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto e di San Leonardo di Cutro (KR), nonché i collegamenti dello stesso con altre cosche calabresi.
L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Catanzaro.

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