Sanità, la CGIL denuncia: “Confronto negato sui fabbisogni del personale 2026”

La Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo e Fp Cgil Area vasta denunciano “con forza l’ennesima gestione unilaterale della programmazione sanitaria”.

“I fabbisogni di personale per il 2026 sono stati definiti senza alcuna informativa preventiva, escludendo deliberatamente le organizzazioni sindacali dal confronto e violando le più elementari regole di corrette relazioni sindacali”, affermano il segretario generale della Cgil Area Vasta Enzo Scalese e il segretario generale della Fp Area Vasta Franco Grillo.

“Una scelta ancora più grave se si considera che la CGIL è un’organizzazione confederale e, come tale, deve essere pienamente coinvolta nei processi di informativa e confronto, soprattutto quando le decisioni riguardano un settore strategico come la sanità pubblica. Escludere la CGIL significa negare una visione complessiva del sistema, che tenga insieme lavoro, diritti, organizzazione dei servizi e bisogni delle comunità”, affermano Scalese e Grillo.

“Sul piano del merito, la programmazione del fabbisogno 2026 appare politicamente e tecnicamente inadeguata. I numeri presentati sono, secondo i nostri calcoli, ampiamente sottostimati rispetto alla reale carenza di personale, già oggi sotto gli occhi di tutti. Una sottostima che non è neutra, ma funzionale a una gestione contabile della sanità, scollegata dalla realtà dei servizi”, sottolineano i dirigenti della Cgil.

“Ancora una volta, interi ambiti fondamentali vengono dimenticati. Non solo il servizio sanitario e della medicina penitenziaria e ampie aree del territorio, ma anche figure e strutture essenziali come le ostetriche ospedaliere, inspiegabilmente assenti o ridotte nella stima del fabbisogno, nonostante il loro ruolo centrale nei percorsi nascita e nella tutela della salute di donne e neonati”, rimarcano Scalese e Grillo.

“Gravissima è inoltre l’assenza di una reale programmazione per le Case di Comunità, che dovrebbero rappresentare l’asse portante della sanità di prossimità e dell’assistenza territoriale. Senza personale adeguato, le Case di Comunità rischiano di restare solo un contenitore vuoto, utile alla propaganda ma incapace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini – si legge ancora nella nota -. Questa non è programmazione: è una rimozione sistematica dei problemi, che scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso delle carenze organizzative e produce un progressivo arretramento del diritto alla salute. Meno personale significa più precarietà, più carichi di lavoro, meno sicurezza delle cure e un sistema sanitario sempre più fragile.

CGIL Area Vasta e FP CGIL Area Vasta, chiedono con forza l’immediata apertura di un tavolo di confronto, il pieno riconoscimento del ruolo confederale della CGIL e una revisione radicale dei fabbisogni 2026, che includa tutti i servizi oggi esclusi: carcere, territorio, ostetriche ospedaliere e Case di Comunità.

“Continuare su questa strada significa fare una scelta politica precisa: indebolire la sanità pubblica e allontanarla dai bisogni delle persone e dei territori. Una responsabilità che non può più essere nascosta dietro numeri e atti amministrativi – concludono Scalese e Grillo -. Infine, un appello a tutte le forzi sociali, compreso i Sindaci e il Prefetto denunciando la superficialità o peggio l’incompetenza professionale del Management Aziendale nel redigere un documento quale il fabbisogno del personale, palesemente inefficace e inefficiente a fare una risposta certa per la riqualificazione e il rilancio del sistema sanitario calabrese in generale, ed in particolare vibonese”.

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