La Scuola Don Bosco – Istituto salesiano Sant’Antonio di Padova di Soverato ha deciso di sospendere, nella sua forma attuale, il progetto di educazione alla legalità “Il diritto di avere diritti”, promosso dall’Osservatorio MIUR, dall’Osservatorio Giovani e dalla Camera Penale di Catanzaro “Cantafora”. La decisione è stata formalizzata dal dirigente scolastico Domenico Agazio Servello attraverso una relazione ufficiale, redatta in seguito alle osservazioni e alle polemiche emerse anche sulla stampa locale e nazionale.
L’istituto aveva aderito al progetto per il triennio del Liceo classico, come chiarisce lo stesso dirigente, “in assoluta buona fede, riconoscendone il valore formativo e la coerenza con i percorsi di educazione civica e alla legalità già attivi nella scuola”. L’iniziativa si inseriva infatti in un più ampio percorso di collaborazione con il mondo delle professioni giuridiche, avviato negli anni precedenti e diffuso in numerose realtà del territorio.
Il progetto prevedeva due incontri. Il primo, già svoltosi il 21 gennaio 2026, era dedicato allo studio dei principi costituzionali fondamentali in materia di giustizia – in particolare gli articoli 24, 25, 27 e 111 della Costituzione – alle fasi del processo penale e al modello accusatorio vigente. Il secondo incontro, ancora da calendarizzare, avrebbe dovuto approfondire il principio del giusto processo attraverso una simulazione processuale con il coinvolgimento diretto degli studenti, prevedendo la partecipazione di rappresentanti sia del Comitato del Sì sia del Comitato del No.
Durante il primo appuntamento, tuttavia, alcuni interventi dei relatori “per contenuti e modalità espressive si sono in parte discostati dall’impostazione strettamente didattica prevista, toccando profili di attualità oggetto di dibattito pubblico”. Un aspetto che ha contribuito ad alimentare le critiche e che ha spinto la dirigenza scolastica a intervenire.
Servello ha precisato che le posizioni espresse “sono da intendersi come riconducibili esclusivamente alla responsabilità individuale dei relatori” e ha ribadito con fermezza che “la scuola Don Bosco è, vuole e deve restare un luogo di formazione critica, pluralista e neutrale”. Proprio per tutelare questi principi, l’istituto ha ritenuto opportuno sospendere il progetto nella sua forma attuale e avviare una valutazione interna sull’opportunità di eventuali ulteriori momenti di approfondimento.
Tali iniziative, qualora venissero riproposte, dovranno svolgersi “in forma esclusivamente informativa e coerente con il contesto scolastico”, prevedendo anche uno spazio informativo per un rappresentante del Comitato del No, in un’ottica di equilibrio e pluralismo.
“Ogni iniziativa extracurricolare proposta dalla nostra scuola – conclude il dirigente scolastico – nasce esclusivamente con l’obiettivo di promuovere conoscenza, consapevolezza civica e capacità di analisi critica negli studenti”. Una linea che l’istituto intende continuare a seguire, riaffermando il ruolo della scuola come luogo di educazione al confronto e al pensiero critico, al di là delle contrapposizioni ideologiche.


