Un cantiere aperto da oltre quindici giorni e una serie di presunte irregolarità che potrebbero mettere a rischio la sicurezza pubblica. È quanto denuncia un cittadino di Soverato in un esposto inviato alla Procura della Repubblica di Catanzaro e ai carabinieri della stazione competente, in relazione ai lavori di raccolta delle acque meteoriche in via Aldo Moro, nei pressi dell’Hotel degli Ulivi.
Nel documento vengono chiamati in causa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Vacca e il locale ufficio tecnico. L’intervento, si legge nell’esposto, riguarda operazioni di scavo, posa di tubazioni e pozzetti prefabbricati, con l’impiego di camion ed escavatori e lo scarico finale delle acque a mare. Secondo quanto segnalato,” il cantiere sarebbe stato allestito in assenza delle minime condizioni di sicurezza previste dalla normativa vigente.
In particolare, gli scavi risulterebbero lasciati aperti e privi di adeguata protezione, delimitati soltanto da una rete di plastica leggera che il vento avrebbe più volte divelto, lasciando le buche completamente esposte. A preoccupare è anche la totale assenza di segnaletica stradale: nessun cartello di lavori in corso, limiti di velocità, segnalazioni luminose notturne o dispositivi di avviso per automobilisti e pedoni”.
Sempre secondo l’esposto, mancherebbe inoltre “la cartellonistica obbligatoria di cantiere, che dovrebbe indicare impresa esecutrice, importo dei lavori, durata dell’intervento ed estremi contrattuali”. Criticità vengono segnalate anche sul fronte della sicurezza dei lavoratori, che “opererebbero – si legge – senza i dispositivi di protezione individuale previsti, con potenziali rischi sia per loro sia per i cittadini che transitano quotidianamente nella zona”.
Il documento solleva poi interrogativi sulle modalità di affidamento dei lavori e sull’eventuale procedura di gara, chiedendo chiarezza sull’iter amministrativo seguito. Nel mirino finisce anche il presunto smaltimento irregolare del materiale di scavo, che non “sarebbe stato conferito in discarica ma riutilizzato come rinterro, senza i formulari ambientali obbligatori. Una circostanza che, se accertata, potrebbe avere rilievi di natura penale”.
Da qui la richiesta alle autorità competenti di sospendere i lavori, ripristinare immediatamente le condizioni minime di sicurezza e attivare i controlli di legge. Ora la palla passa al Comune, chiamato a fornire chiarimenti sulle accuse e sulle presunte irregolarità finite all’attenzione della magistratura. © RIPRODUZIONE RISERVATA


