“Gentile utente, la struttura al momento è chiusa per stagionalità”. Il messaggio delle segreterie è chiaro, diretto e non porge il fianco a possibili interpretazioni: a Soverato le luci di Natale ci sono, le strade addobbate anche, ma gli alberghi no. Nel cuore delle festività natalizie gli hotel della cittadina e quelli della vicina Montepaone restano chiusi. Porte sbarrate, reception vuote, camere spente, il segnale più evidente di un problema che va oltre la contingenza e chiama in causa un intero modello di sviluppo turistico: la stagionalità, diventata ormai sistema. Nelle orecchie dei calabresi risuona il richiamo del Capodanno Rai nella vicina Catanzaro, ma evidentemente la cittadina ionica non è stata pronta a sfruttare la possibilità di ospitare staff o possibili visitatori e mentre Tropea continua ad accogliere turisti, in riva allo ionio si ripetete un paradosso che mette in evidenza una criticità strutturale del sistema turistico locale: la forte dipendenza dalla stagione estiva e l’incapacità di attrarre flussi turistici nei mesi freddi. Nel periodo festivo che dovrebbe beneficiare di rientri, brevi soggiorni e turismo di prossimità, molti alberghi scelgono di non aprire. “Una decisione spesso obbligata, più che strategica- spiegano i titolari- i costi di gestione riscaldamento, personale, manutenzione risultano difficilmente sostenibili in assenza di una domanda adeguata. Le prenotazioni sono poche, frammentate, e non garantiscono quella continuità necessaria per rendere economicamente conveniente l’apertura”. Il problema non riguarda solo gli operatori turistici, ma l’intera città. Una Soverato “spenta” durante le festività trasmette l’immagine di una località viva solo d’estate, incapace di offrire esperienze alternative nei mesi invernali. Le conseguenze sono evidenti: meno presenze, meno lavoro, minori entrate per ristoranti, bar, commercianti e servizi collegati al turismo.”Alla base di questa situazione c’è un modello turistico rimasto ancorato quasi esclusivamente alla balneazione- spiegano ancora gli imprenditori”: il mare e le spiagge rappresentano il principale attrattore, mentre restano marginali altri potenziali punti di forza come il patrimonio culturale, l’enogastronomia, il paesaggio, la vicinanza con l’entroterra e i borghi, il turismo lento e quello esperienziale. Senza una proposta strutturata, il turista invernale non trova motivi sufficienti per scegliere Soverato come meta e la destagionalizzazione, spesso evocata, fatica a tradursi in azioni concrete. Gli eventi natalizi, le rassegne culturali, i mercatini, e i percorsi gastronomici ci sono nella provincia di Catanzaro, ma rimangono proposte accennate dalle singole associazioni e comunque non coordinate in un cartellone che richiederebbe programmazione e una visione condivisa tra amministrazioni, operatori e associazioni. Il tema degli alberghi chiusi a Natale diventa così il simbolo di una questione più ampia: la necessità di ripensare l’identità turistica del territorio in chiave annuale. Senza un cambio di rotta, il rischio è quello di continuare a vivere di picchi estivi e lunghi mesi di stallo, con effetti penalizzanti sull’economia locale e sull’occupazione.
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