Progetto “Ago&Penna” per contrastare la violenza economica di genere: parte la nuova iniziativa del Centro Calabrese di Solidarietà Ets

Contrastare la violenza economica di genere e favorire l’empowerment economico delle donne vulnerabili nella regione. È questo il principale obiettivo del progetto “Ago&Penna”, avviato dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS, in qualità di capofila. Il progetto è finanziato dal “Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità”, nell’ambito dell’Annualità 2022.

Il progetto nasce dalla riflessione sulle evidenti criticità che ricadono sulle donne vittime di violenza, caratterizzate dalla perdita di fiducia nelle proprie capacità con conseguenti ripercussioni sull’autostima. Ne deriva una motivazione altalenante che compromette il processo di autonomizzazione della vittima che spesso è assorbita dai processi legali e di assistenza e dalla difficoltà di conciliare il lavoro di cura con quello retribuito e la formazione professionale. Una situazione, questa, calata nella marginalità socioeconomica di genere di cui soffre il territorio calabrese, che presenta un tasso di disoccupazione doppio rispetto alla media nazionale e più del doppio rispetto all’Unione Europea, con il 41% di disoccupazione femminile (dati ISTAT), è un fattore di criticità da non sottovalutare. Quadro drammatico ulteriormente gravato sulla condizione occupazionale femminile.

Formare al lavoro, sviluppare e potenziare abilità socio-professionali-formative, diventa uno “strumento” fondamentale delle donne che devono recuperare la propria autostima e ridurre la dipendenza economica. Ecco perché, cuore del progetto sono i corsi di formazione che prevedono: Cucito base (8 ore) Realizzazione di manufatti in vari tessuti (30 ore) Decoupage (10 ore); Pittura stencil (10 ore); Scrapbooking (10 ore); Riciclo creativo (12 ore).

Il progetto del Centro Calabrese di solidarietà Ets, quindi, si propone di: contrastare la violenza economica di genere; favorire l’empowerment economico; offrire alle donne la possibilità di analizzare le proprie risorse e potenzialità; agevolare l’accesso al mercato del lavoro per le donne disoccupate; incrementare il portfolio delle competenze: sviluppare e potenziare abilità socio-professionali-formative; rafforzare le opportunità di reinserimento socio-lavorativo delle vittime di violenza; ridurre la dipendenza economica delle vittime.

Un ruolo di primo piano avranno i corsi di formazione che prevedono: Cucito base (8 ore) Realizzazione di manufatti in vari tessuti (30 ore) Decoupage (10 ore); Pittura stencil (10 ore); Scrapbooking (10 ore); Riciclo creativo (12 ore)

“L’esperienza maturata in questi anni di gestione della Casa Rifugio, ci permette di sostenere con forza la necessità di voler continuare ad investire in un progetto finalizzato a potenziare azioni di sostegno territoriale per garantire alle donne la fattiva possibilità di uscita dalla violenza – afferma la coordinatrice del progetto, la sociologa Katia Vitale -. Il punto centrale del progetto è la competenza del personale impiegato nell’ ascoltare e raccogliere, nel lavoro con le donne che subiscono violenza e maltrattamenti, le difficoltà a nominare i propri vissuti, le disparità relazionali ricorrenti, le risposte ricevute dalle proprie reti informali e formali. Un momento cardine diviene il metodo centrato su un percorso individualizzato che parte dal dare credito al racconto della donna e dalla fiducia costruita nella relazione”.

Il progetto prevede diverse attività, tra cui: orientamento e bilancio di competenze; il corso di formazione artigianale; sostegno psicologico e sociale

Il progetto coinvolgerà direttamente almeno 10 donne, individuate tramite la Casa Rifugio “Mondo Rosa” e gli Sportelli Antiviolenza, con particolare attenzione alle donne tra i 25 e i 34 anni e alle donne separate o divorziate.

Tra i risultati attesi vi è l’aumento delle competenze professionali, il miglioramento dell’indipendenza economica e sociale delle beneficiarie, e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

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