Le suggestioni dei Têtes de Bois sul palco del Roccella Jazz Festival

2015-08-21

Non inseguono le classifiche né il successo commerciale e, come loro stessi scrivono sulle note di uno dei loro ultimi lavori discografici, non vogliono essere “corteggiati, pesati,  e dimensionati".

 Sono i Têtes de Bois sestetto composto Andrea Satta (voce), Carlo Amato (contrabbasso, basso, computer e campionamenti), Luca De Carlo (tromba), Angelo Pelini (pianoforte, fisarmonica, tastiere), Maurizio Pizzardi (chitarre), Lorenzo Gentile (batteria, percussioni), che ha fatto della fusione tra  rock, folk e poesia il tratto distintivo di un progetto musicale che ha sedotto gli ascoltatori culturalmente più esigenti. 

Quella dei Têtes de Bois è una rilettura musicale del presente che dal transito urbano cattura i rumori poi sublimati in un processo che li accredita come suono che accompagna le mobilitazioni nel mondo della cultura di cui, da anni, si rendono protagonisti. 

I loro live passano alla storia per l'originalità dei concerti realizzati: da quello su un vecchio camioncino Fiat 615 del ’56, che diviene il loro primo palco ambulante, a quello muto allo zoo di Roma realizzato nella vasca delle otarie dinanzi un pubblico che li ascolta attraverso delle cuffie a bordo vasca passando per quello di 24 ore in un ascensore del ministero delle finaze a Parigi, fino a quello realizzato su un palco a pedali nel primo eco concerto spettacolo al mondo, alimentato interamente (audio, luci e video) dall’energia prodotta dal pubblico in bicicletta.

Tra gli album incisi E ANCHE NON FOSSE AMORE, seguito da PEZZI DI RICAMBIO (1997), FERRE’ L’AMORE E LA RIVOLTA (2002), lavoro vincitore del premio Tenco, così come AVANTI POP del 2007. Ancora: PACE E MALE  (2004),  I RICICLISTI (2009),GOODBIKE, (2010) mentre nel 2014 arriva EXTRA, un nuovo disco su Léo Ferré genio della musica francesce che arriva dodici anni dopo FERRE’ L’AMORE E LA RIVOLTA


Sabrina Amoroso